“La vocazione internazionale è naturale per il cattolicesimo”, e l’università deve contribuire a scongiurare in Europa il “distacco dal cristianesimo”, reagendo così tramite “una ricerca e un insegnamento che si richiamino all’eredità cristiana alle forti correnti” culturali che “spingono nel senso della secolarizzazione e della scristianizzazione”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, inaugurando nei giorni scorsi l’Università europea di Roma dei Legionari di Cristo. “La vocazione internazionale è naturale per il cattolicesimo, anche e specificamente in ambito universitario”, ha esordito Ruini, per il quale “la fede cristiana è capace di incarnarsi nelle più diverse culture, per comunicare loro la propria linfa di verità e valorizzare quanto di vero, di buono e di bello in esse è contenuto”. Di fronte a quel “distacco dal cristianesimo che si è purtroppo verificato in molti ambienti culturali europei”, Ruini ha ricordato le parole “assai impegnative, ma anche cariche di speranza”, pronunciate a Subiaco (Roma) dall’allora cardinale Ratzinger pochi giorni prima della sua elezione a successore di Pietro, quando ha fatto presente che “abbiamo bisogno di uomini che tengano lo sguardo diritto verso Dio”. “La dimensione internazionale – ha aggiunto il cardinale – è molto importante anche in rapporto all’attuale configurazione dell’Europa, al cui itinerario di unificazione stanno partecipando le istituzioni universitarie, secondo il ben noto ‘processo di Bologna’”. “Il compito di costruire una casa comune per le nuove generazioni – ha concluso – esige responsabilità, collaborazione, coscienza dei valori da trasmettere”.