CALABRIA
Territorio e immigrati: per la partecipazione al voto degli stranieri…
Qualcosa si muove. Non è stata ancora fissata la data, ma quasi sicuramente, nei prossimi mesi, si voterà per l’elezione del “Consiglio provinciale dei rappresentanti dei migranti” presso la Provincia di Cosenza. Il regolamento prevede la costituzione di un Consiglio dei migranti composto da quindici membri, con funzioni di tipo propositivo. Tra questi cinque rappresentanti avranno diritto a partecipare alle sedute del Consiglio provinciale con diritto di parola. Altre iniziative in atto in Calabria, a favore del voto amministrativo agli immigrati regolari, si registrano al Comune di Cosenza e a quello di Reggio Calabria.Al Comune di Cosenza è stata approvata da qualche mese una mozione per un consigliere immigrato aggiunto, le cui funzioni all’interno del Consiglio comunale sarebbero di tipo propositivo e consultivo. “L’approvazione della mozione non ha portato però a nulla di concreto – spiega Alfonso Senatore, presidente di ‘Baobab’, un coordinamento di dodici associazioni che si interessano di immigrazione – anche a causa dell’insorgere di una crisi e della conseguente caduta della Giunta, che hanno portato l’argomento in secondo piano”.Perplessità. A Reggio Calabria, invece, esiste un regolamento comunale che prevede la costituzione di una consulta comunale formata da cittadini immigrati e che è ancora in attesa di essere costituita. “Resto molto perplesso – ci spiega mons. Antonino Denisi della Fondazione Migrantes della diocesi di Reggio Calabria-Bova – perché questo tipo di iniziativa è più spettacolare e politica che effettiva perché mi sembra che non ci sia la volontà effettiva di costituire qualcosa al servizio delle comunità immigrate”.”Sono anni – aggiunge il sacerdote – che abbiamo chiesto alle amministrazioni di Reggio Calabria che si sono succedute alla guida della città, di diverso orientamento politico, la costituzione di una consulta formata da immigrati da affiancare al Consiglio comunale. Le risposte sono state sempre affermative ma finora, a parte questo regolamento approvato circa un anno fa, non si sono mai concluse definitivamente”.Intanto, il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, ha annunciato che “nel prossimo Consiglio comunale il numero dei consiglieri sarà portato da 40 a 41 in quanto sui banchi siederà un rappresentante degli immigrati residenti a Reggio Calabria. Vogliamo, infatti, dare la possibilità di voto agli immigrati che da tanti anni vivono in città e con l’ ausilio della Bossi-Fini offrirgli una vita decorosa”.Pochi immigrati. “Le iniziative in atto – spiega Alfonso Senatore – pur lodevoli in termini generali, devono fare i conti con alcune problematiche a più livelli, sia nazionali che locali”. “Una specificità della realtà locale – aggiunge – è data dal fatto che nella Provincia di Cosenza, e più in generale in Calabria, sono pochi gli immigrati stabilizzati.Intere comunità sono alle prese con problemi basilari come il lavoro non regolare, difficoltà nel trovare un’abitazione, ritardo nel rinnovo dei permessi di soggiorno, che certo non favoriscono una comune presa di coscienza rispetto ai diritti dei migranti tra cui quello di voto”.Per Senatore è “più difficile in tale situazione di precarietà condurre delle campagne elettorali che riescano a coinvolgere una percentuale alta della popolazione immigrata ed in cui i candidati mirino all’interesse di tutti i migranti piuttosto che al proprio particolare problema; è facile in tale contesto che la scelta del candidato sia legata soprattutto a considerazioni circa l’appartenenza ad una data comunità piuttosto che ad un’altra. Rischia quindi di aprirsi – conclude – un problema di reale rappresentanza degli immigrati da parte di questi organi”.Lettera aperta. Sul fronte del voto agli immigrati si è espressa anche la presidenza regionale della Acli che ha interessato, con una lettera aperta, il Presidente della Giunta regionale Agazio Loiero il quale sull’argomento si era detto favorevole affermando che “per quello che sarà possibile la Regione favorirà la partecipazione democratica degli immigrati al voto, nel rispetto delle prerogative degli enti locali”.”E’ opportuno – dice Franco Massara, presidente delle Acli Calabria – che questo tema diventi di pubblica opinione e si provochino opportune alleanze mirate a fare pressioni sulle Amministrazioni comunali. Le Acli Calabria ritengono, infatti, importante uscire dalle generiche dichiarazioni di disponibilità sollecitando i gruppi consiliari dei comuni maggiormente interessati al fenomeno dell’immigrazione, perché si presentino specifici ordini del giorno da discutere nelle sedi competenti ed assumere le conseguenti decisioni”.————————————————————————————–SchedaSono 39.888 gli immigrati regolari soggiornanti in Calabria alla fine del 2004, secondo i dati del Dossier statistico sull’Immigrazione 2005 della Caritas e della Fondazione Migrantes. Di questi circa quarantamila immigrati un terzo vive nella provincia di Reggio Calabria (13.853), seguita da Cosenza con 8.860, Catanzaro con 7.116, Crotone con 6.983 e Vibo Valentia con 3.075.Sempre secondo il Dossier Caritas-Migrantes i gruppi nazionali più consistenti sono quelli provenienti dal Marocco, Albania, Filippine, Polonia, Liberia, Romania, Sri Lanka, Ucraina, India, Sudan, Argentina, Senegal, Pakistan ed Iraq.La regione resta però un’area di transito sia perché le quote di lavoratori fissate sono “irrisorie – spiega Francesco Vizza, curatore per la Calabria del Dossier – rispetto alla richieste, sia perché è ridotta la capacità di accoglienza”. Migliaia sono le persone che transitano ma solo una piccola parte – aggiunge – decide di permanere sul territorio calabrese per “realizzare il proprio progetto di vita”.(20 gennaio 2006)