SICILIA
Territorio e immigrati: rendere possibile il diritto al voto diverrebbe un atto di civiltà
Gesti profetici. A Mazara del Vallo, nel dicembre 2002, Mohammed Zitoun, immigrato tunisino, viene nominato consigliere comunale aggiunto con funzioni consultive. “Il primo gesto significativo lo definisce don Francesco Fiorino, direttore della Caritas diocesana di Mazara del Vallo per il riconoscimento dei diritti della popolazione immigrata e per l’appoggio ad una loro più ampia partecipazione attiva”.”La decisione della giunta aggiunge è stato il primo passo volto a garantire un più significativo inserimento, utile non solo a rendere l’immigrato responsabile del bene comune e cosciente della ricchezza umana e culturale che può mettere a disposizione, ma anche far maturare il sentimento di ‘appartenenza’ nelle nuove generazioni”.Il primo passo di un cammino arduo, punteggiato da pochi esempi di piena integrazione al quale hanno contribuito le associazioni impegnate nel settore Immigrazione, le quali “prima ancora che la proposta venisse formulata dal vicepresidente Fini asserisce Santo Tornesi, direttore dell’Ufficio Migrantes a Messina – avevano già chiesto la partecipazione dei cittadini extracomunitari al voto amministrativo”. Un’avanguardia profetica, costituita dalle organizzazioni sindacali, dal Terzo settore, dal volontariato di area cattolica, dalla Caritas e dalla Fondazione Migrantes. Senso di appartenenza. “Coscienti che la vera sfida dell’immigrazione è l’integrazione, viste anche le proposte avanzate da più espressioni politiche e dagli stessi enti locali – ribadisce il direttore dell’Ufficio Migrantes – è giusto continuare a lottare perché siano riconosciuti i diritti dei cittadini immigrati: è giunto il momento di concedere il diritto di voto a questi uomini e a queste donne che contribuiscono alla crescita del Paese”.In modo particolare la Sicilia, per il suo passato di terra di emigrazione, è chiamata ad onorare il diritto e il bisogno degli immigrati: di “appartenere”. “Oggi sono a migliaia gli africani che sbarcano sulle coste siciliane ma un tempo erano i nostri a fuggire dalla miseria e dalle guerre approdando sulle coste africane.Rendere possibile il diritto al voto diverrebbe un atto di civiltà anche in considerazione delle battaglie fatte per questo diritto per gli italiani all’estero. E’ un passaggio urgente e indispensabile per riconoscere gli immigrati come nuovi cittadini, attori a pieno titolo della società, non solo in quanto lavoratori ma in quanto soggetti della produzione sociale”.————————————————————————————–SchedaLa Sicilia, si legge nel Dossier Statistico 2005, curato dalla Caritas italiana e dalla Fondazione Migrantes, meta di transito transcontinentale da una parte e luogo di permanenza di migranti, alla fine del 2004 registra 83.749 immigrati stabilmente residenti: il 3,0% del totale nazionale. Vivono in terra siciliana e lavorano 8.050 cittadini extracomunitari e 19.697 cittadini comunitari.A Mazara del Vallo nel dicembre 2002 su proposta della Caritas diocesana e del Consolato Tunisino, viene nominato un consigliere comunale aggiunto con funzioni consultive.A Delia, provincia di Caltanissetta, nell’ottobre 2003, sfidando la norma costituzionale che riserva allo Stato la competenza legislativa esclusiva in materia elettorale, la giunta municipale adotta un nuovo schema di Statuto comunale, che riconosce il diritto all’elettorato attivo e passivo a tutti gli immigrati residenti.Fa da eco alle prime iniziative delle giunte municipali il primo “sì” formale, pronunciato il 6 novembre 2003, dall’Assemblea regionale siciliana: vengono approvati unanimemente i due articoli del disegno di legge, che attribuisce la funzione elettorale attiva e passiva agli immigrati residenti in Sicilia da almeno sei anni.Nel medesimo disegno di legge vi è la proposta di una modifica all’art. 48 della Costituzione della Repubblica, che inserisce il diritto di voto degli immigrati nelle elezioni amministrative tra i principi costituzionali.Nel corso del dibattito politico che ha accompagnato l’elaborazione del disegno di legge, si è prospettato anche di introdurre il diritto di voto direttamente con legge regionale, ipotesi ritenuta percorribile in quanto la Regione siciliana ha una competenza legislativa esclusiva in materia elettorale locale.(20 gennaio 2006)