Quotidiani europei” “

Questa enciclica di Benedetto XVI sull’amore non assomiglia per niente ai documenti normativi che avevano pubblicato i suoi predecessori, Paolo VI e Giovanni Paolo II, sul sesso e la morale di coppia”: lo scrive il quotidiano francese Le Monde (26/1) nel servizio dal titolo “ L’amore, soggetto della prima enciclica del Papa” a firma di Henri Tincq. “ Non che il Papa sia in rottura con loro – prosegue l’autore – ma egli suppone che il loro insegnamento sia conosciuto. Egli non rivoluziona nulla, ma il vocabolario non è più lo stesso. Risolutamente filosofico e spirituale, si situa ad un altro livello di principi e di profondità La prima enciclica di un nuovo papa è un rito sempre atteso. Benedetto XVI non ha battuto record di velocità pubblicando questo documento … nove mesi dopo la sua elezione. Venendo dall’ex-cardinale Josef Ratzinger, altrimenti così prolifico, questa enciclica sorprende per la sua relativa brevità (45 pagine). Invece di un discorso programmatico, come vuole la tradizione, Benedetto XVI propone piuttosto una meditazione, di alto livello filosofico, sul tema dell’amore umano”. Perché stiamo aspettando?” è il titolo dell’editoriale del The Catholic Herald (20/1) nel quale si pone la questione del ritardo nella traduzione in lingua inglese del “Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica”. “ La sua traduzione in italiano era nelle librerie il giorno dopo il discorso di Papa Benedetto. E lo scorso anno sono poi apparse le versioni in Germania, Francia e Spagna. Ma, a più di mezzo anno dal lancio ufficiale, non una singola copia della versione inglese è stata venduta in nessuna parte del mondo“. Tra i “rumors” attorno alle cause di questo ritardo il giornale sembra voler accreditare questo: “… l’arcivescovo William Levada avrebbe rinviato la data di pubblicazione perché vuole rivedere lui stesso il testo. In questo modo, si dice, il nuovo Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede intende dare il proprio ‘si stampi’ a uno dei più importanti documenti vaticani del nuovo millennio“. Il giornale comunque si domanda, oltre all’ipotesi che lo stesso mons. Levada “ voglia sovrintendere alla traduzione … per evitare questioni sul linguaggio inclusivo del documento“, perché “ la gente di lingua inglese debba aspettare così a lungo lo strumento con il quale insegnare l’autentica fede cattolica?” La politica nucleare dell’Iran è sempre al centro delle analisi della stampa tedesca. Su Die Welt (25/1) si legge: “ Quali sono le alternative ad una politica delle concessioni? Vi è una soluzione senza che vi sia la volontà di arrivare agli estremi prima che le armi nucleari vengano usate dalla leadership iraniana, nella migliore delle ipotesi come mezzo di ricatto, ma molto probabilmente anche per un intervento militare? Il rischio di un intervento militare potrebbe causare vittime in numeri paragonabili alla prima e alla seconda Guerra mondiale; ma il trionfo del terrorismo islamico supererebbe in efferatezza tutto ciò che ci è stato trasmesso dalla storia mondiale“. Sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung (26/1), K.F. annota: “ Il recente suggerimento di Mosca di arricchire l’uranio iraniano in territorio russo, è stato respinto freddamente da Teheran. Alla fin fine, questo allontanamento dal conflitto nucleare sarebbe stata legata alla rinuncia al controllo del ciclo del combustibile. Ora invece che si avvicina il momento in cui questo tema verrà sottoposto al Consiglio di sicurezza dell’Onu, improvvisamente l’offerta russa riscuote l’interesse dell’Iran. […] C’è da scommettere che ci saranno altre manovre tipo questa, poiché l’Iran non sta trattando e negoziando in buona fede. I cinque membri permanenti non devono farsi abbindolare“. E il settimanale Der Spiegel (23/1) si concentra sull’atteggiamento della neocancelliera sulla questione: “ Angela Merkel se ne infischia delle prove di forza del presidente francese che ha minacciato direttamente Teheran con un attacco atomico. Il governo tedesco vuole frenare i piani nucleari iraniani con una diplomazia pendolare globale – con un maggiore coinvolgimento dei russi“. La proposta, venuta da un partito politico, di promuovere un referendum in tutta la Spagna sullo Statuto catalano è l’argomento del giorno sui quotidiani spagnoli, che questa settimana si occupano prevalentemente di politica interna. L’ Abc del 25/1 spiega “l’iniziativa legislativa popolare” proposta per approvare lo Statuto catalano, considerando che “il progetto racchiude una autentica riforma della Costituzione del 1978, secondo la quale è la società spagnola a dover essere ascoltata”. Secondo El Periodico “la decisione di Mariano Rajoy di promuovere un referendum in tutta la Spagna sullo Statuto traduce la decisione del Pp di intensificare la sua scalata di confronto con il governo. Con esso, invoca i fantasmi della contrapposizione tra le due Spagne, si allontana dalle preoccupazioni più immediate dei cittadini – che confidano maggiormente nella capacità di Rodriguez Zapatero di risolvere all’interno della Costituzione la riforma del modello di Stato – e allontana il suo partito dalla vita normale delle istituzioni… È irresponsabile aprire così lo spiraglio del referendum”. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1446 N.ro relativo : 06 Data pubblicazione : 27/01/2006