CAMPANIA

La cultura dell’affido

Contro abusi e maltrattamenti di minori

Linee di indirizzo e programmazione in materia di abusi e maltrattamenti nei confronti di minori e una campagna di sensibilizzazione per promuovere l’affido familiare: sono due iniziative a favore dei più piccoli, promosse, nell’ultimo periodo, rispettivamente dalla Giunta regionale della Campania e dal Comune di Napoli.In particolare, il primo provvedimento definisce in modo preciso l’abuso e il maltrattamento all’infanzia e traccia il ruolo delle diverse istituzioni pubbliche (servizi sociali, sanitari, scolastici e educativi, Tribunali dei minorenni, magistratura penale), definendone gli obiettivi, le competenze e gli strumenti.Il secondo vuole “allungare” l’elenco delle famiglie affidatarie, con spot radiofonici, manifesti, distribuzione di brochure e materiale informativo presso consultori, scuole, strutture residenziali, anche alla luce della chiusura degli istituti per minori entro il 31 dicembre 2006.Il ruolo degli esperti. “A diagnosticare un abuso devono essere persone come psicologi, antropologi, sociologi, che hanno una capacità di lettura del fenomeno; certamente non è compito degli insegnanti o degli assistenti sociali, che possono, invece, indicare agli esperti situazioni che immaginano problematiche”.È questa l’opinione di Paolo Giannino, presidente del Tribunale dei minorenni di Salerno, il quale giudica, perciò, positivamente le linee guida sugli abusi, approvate dalla Giunta regionale campana, “perché vanno in questa direzione: esse indicano un cammino da percorrere e individuano dei referenti territoriali esperti”.”Troppe volte – aggiunge Giannino – casi segnalati di abusi sono, poi, risolti dagli esperti come casi di incuria o di mancanza sorveglianza sul minore. L’abuso va diagnosticato con molta delicatezza; il discorso è diverso se, invece, vogliamo creare delle agenzie che si occupano genericamente della sofferenza del minore o del maltrattamento inteso nel senso più ampio possibile”.Più informazione. Giannino si dichiara molto soddisfatto anche per la campagna sull’affido, lanciata dal Comune di Napoli: “Quest’istituto non decolla nella nostra Regione e nel Sud, proprio per la cattiva informazione. Sono convinto che l’adozione in quanto tale è un istituto che va tramontando nella misura in cui le campagne di sostegno alla genitorialità responsabile e alla famiglia riescono ad attecchire nel nostro territorio; l’abbandono del minore, inoltre, molto spesso è determinato da una cattiva gestione dei servizi rispetto a quel caso concreto”.Innanzitutto, per Giannino, “una campagna di sensibilizzazione sull’affido familiare, deve far capire che tale istituto è un momento importante nella vita sia del minore sia della famiglia affidataria, che deve fare un atto di donazione totale e gratuita nei confronti del piccolo”. Una rete per l’affido. Dell’importanza di promuovere la cultura dell’affido è convinto anche don Pietro Lagnese, incaricato regionale per la pastorale familiare della Conferenza episcopale campana (Cec). Proprio nella Regione ecclesiastica campana è nato il “Piano regionale di promozione delle reti diocesane di accoglienza familiare”.”È un’iniziativa a favore della vita – sottolinea Lagnese – che non ha precedenti in Italia”. Enti promotori del progetto, finanziato con i fondi Cei 8×1000, sono la delegazione regionale della Caritas e l’Ufficio per la famiglia e la vita della Cec, mentre a gestirlo è l’associazione Progetto famiglia guidata da don Silvio Longobardi. Per ora fanno parte della “rete” sei diocesi della Campania, due per ciascuna metropolia: Pozzuoli e Capua (metropolia di Napoli), Avellino e Benevento (metropolia di Benevento), Teggiano-Policastro e Nocera Inferiore-Sarno (metropolia di Salerno).”Il progetto – spiega don Lagnese – è iniziato a settembre, ma solo ora sta entrando nel vivo con la formazione dei referenti di ogni diocesi interessata”. “Stimolare un’ampia promozione del ruolo attivo delle famiglie come soggetti ed attori della solidarietà, promuovendo la nascita di gruppi di famiglie accoglienti in ciascuna delle sei diocesi coinvolte e stimolando, a partire da questa opera segno, l’intera comunità ecclesiale regionale”: ecco il senso dell’iniziativa nelle parole di don Vincenzo Federico, incaricato regionale della Caritas. Nelle diocesi e in regione. Gli interventi saranno nelle sei diocesi e a livello regionale: “Nel primo caso – sottolinea don Vincenzo – il progetto sarà portato avanti in accordo con la Caritas e l’Ufficio famiglia diocesano e la collaborazione degli eventuali percorsi di promozione dell’affido programmati dagli enti pubblici competenti in materia.In più il piano di lavoro sarà presentato a tutte le parrocchie, tra le quali saranno individuate quelle interessate ad ospitare l’iniziativa con corsi di formazione per le famiglie che si renderanno disponibili”. Al termine del percorso dovrebbe essere organizzato un convegno diocesano. A livello regionale, invece, l’iniziativa prevede una sensibilizzazione sovra-territoriale e l’attivazione di pagine web dedicate, all’interno del sito www.affidofamiliare.it.(1 febbraio 2006)