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Oltrepassare le barriere” “

Al termine della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani i delegati delle Conferenze episcopali europee e i rappresentanti delle altre Chiese cristiane si sono incontrati a Roma dal 24 al 27 gennaio. È stata la prima tappa di un itinerario spirituale nel cammino verso la terza assemblea ecumenica che si concluderà a Sibiu in Romania nel 2007. In concomitanza con questo incontro ecumenico, il 27 gennaio 2006 – su proposta della Conferenza episcopale slovena (Ces) – il Consiglio delle Chiese Cristiane in Slovenia ha proclamato il 2007 Anno della Sacra Scrittura per tutto il Paese. Il presidente della Ces, mons. Franc Kramberger, il paroh della Chiesa Serbo-ortodossa Peran Boskovic e il vescovo della Chiesa evangelica Geza Ernisa hanno firmato un documento, con il quale hanno invitato i cristiani, le autorità politiche e culturali in Slovenia, come anche tutta la gente di buona volontà, a riscoprire la Parola di Dio “come fonte della nostra vita ed anche come un bene di tutta la civilizzazione umana”. Le Chiese cristiane si sono impegnate a cooperare e a cercare le radici comuni sul fondamento della Sacra Scrittura. Il documento del Consiglio delle Chiese Cristiane in Slovenia è stato letto in tutte le parrocchie cattoliche, il 29 gennaio 2006, domenica della Sacra Scrittura. Ljubljana, capitale della Slovenia, durante l’Anno della Sacra Scrittura, dal 12 al 20 luglio 2007 ospiterà un congresso internazionale sull’Antico Testamento, a cura della Organizzazione internazionale per gli studi sull’Antico Testamento (http://www.iosot2007.si/temp/). La Slovenia sarà il primo Paese dei nuovi Stati membri della Comunità europea a ospitare questo congresso, al quale per la prima volta parteciperà la maggior parte dei professori più eminenti della Sacra Scrittura del mondo ortodosso. Infatti, proprio la partecipazione degli Ortodossi al congresso avrà un grande significato dal punto di vista ecumenico per l’avvicinamento tra le due Chiese cristiane. Per riconciliarsi e avvicinarsi ci vuole come primo passo il coraggio di incontrarsi. Ci vuole la decisione ferma di oltrepassare le barriere che dividono e, sulla base della fede comune in Gesù Cristo, cercare le vie che ci uniscono. La presenza di noi cristiani in Europa sarà incisiva e illuminante solo se avremo il coraggio di percorrere con decisione la via della riconciliazione e dell’unità, come ha affermato Benedetto XVI ai partecipanti alla Commissione preparatoria della terza assemblea ecumenica europea, che si è riunita a Roma il 26 gennaio. Perché la luce di Cristo possa illuminare tutti e dare la speranza di rinnovamento e unità in Europa bisogna avere il coraggio d’accogliere la Parola di Dio. In questo modo è possibile far entrare il messaggio evangelico nella vita e ricevere forza e saggezza per cambiarne l’orientamento. Per un’Europa cristiana non basta menzionare le radici cristiane nella Costituzione, bisogna convertirsi e credere al Vangelo. I cristiani hanno il dovere di testimoniare la fede nel contesto culturale e politico odierno, segnato da secolarizzazione ed indifferenza, dando spazio ai valori etici che fanno parte dell’ampio patrimonio spirituale europeo. Non c’è tempo da perdere, occorre agire subito. Illuminati dal messaggio evangelico sempre attuale, occorre impegnarsi con coraggio, perché la luce di Cristo risplenda ed illumini tutti, in particolare chi ha la responsabilità di guidare verso il futuro le sorti del continente europeo.