ENCICLICA" "

Un inno alla gioia” “

Commenti di vescovi europei alla "Deus caritas est"” “

Particolare accoglienza ha avuto anche in Europa la prima enciclica di Benedetto XVI, “Deus caritas est”, presentata ufficialmente lo scorso 25 gennaio. Qui di seguito i commenti e le riflessioni dei vescovi europei. AUSTRIA. L’enciclica del Papa “affronta il tema più centrale della fede cristiana: l’amore”: per il card. Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna e presidente della Conferenza episcopale austriaca, il documento “è da valutare come un chiaro segnale del fatto che Benedetto XVI… mette in primo piano la fiducia fondamentale nella vittoria finale dell’amore su tutte le ingiustizie. Dio è amore e l’uomo è stato creato per l’amore, e trova nell’amore il suo compimento. Questo è il messaggio positivo del Papa”. Il cardinale si è detto particolarmente commosso “per il fatto che, nonostante il dolore, Benedetto XVI confidi così fermamente nella forza dell’amore”. “L’enciclica”, che “esprime le riflessioni del Pontefice sul rapporto tra Chiesa e Stato, può essere molto interessante anche per i politici” ed “è inoltre un chiaro incoraggiamento alla Caritas, a non farsi scoraggiare da voci critiche, ma piuttosto ad impegnarsi ancora attivamente per condizioni generali eque nell’economia, nella politica e nella società”. Mons. Ludwig Scharz (Linz) ha espresso apprezzamento per il fatto che il Papa abbia scelto “l’amore verso Dio e verso il prossimo” come tema della sua prima enciclica. “L’amore fa parte dell’essenza del cristianesimo”, ha affermato, e il Pontefice “lo ha illuminato alla luce della Bibbia, della storia e del presente”. BOSNIA ERZEGOVINA. “La nuova enciclica è un veramente bel segno” attraverso il quale Benedetto XVI mostra che nel suo cuore vi è un grande amore per l’uomo” afferma Ivo Tomasevic, portavoce dei vescovi di Bosnia Erzegovina. “Il Pontefice – sottolinea Tomasevic – ha già mostrato chiarezza nella fede e nella dottrina della Chiesa. Adesso, con parole forti, mostra l’amore di Dio e l’amore dei cristiani per l’uomo. Le parole dell’amore possono essere comprese da tutti, e questo è un invito forte a tutti noi per mostrare e far conoscere la bellezza e la grandezza dell’amore di Dio e della nostra missione in questo mondo dove d’amore si parla molto”, ma quasi esclusivamente “a livello fisico; si parla del piacere senza sacrificio di sé, senza Dio e senza la disponibilità a farsi servo degli altri”. FRANCIA. “Un testo fondamentale che, cogliendo di sorpresa chi si attendeva un discorso programmatico nell’accezione tradizionale del termine, rinvia tutti i battezzati al centro e al cuore pulsante della loro vita spirituale, invitandoli a fondervi i loro diversi compiti nel mondo e nella società”. Così mons. André Dupleix, segretario generale aggiunto della Conferenza episcopale francese. “Quell’intellettuale ad alto livello che è Benedetto XVI – prosegue mons. Dupleix -, abituato ai dibattiti più serrati del nostro tempo”, nell’enciclica “affronta da pastore la dimensione essenziale e più bisognosa della testimonianza e dell’impegno dei cristiani nelle nostre società: il servizio della carità”. Per il presule, “il fatto che l’inizio di un pontificato poggi sulla roccia e si abbeveri alla sorgente di tutta la tradizione cristiana” è “un grande segno di speranza”. GERMANIA. “È evidente che per via del profondo richiamo alla Bibbia e al messaggio che la sottende”, quest’enciclica “ha un carattere ecumenico radicale” e “rappresenta per noi un impulso profondamente radicato a livello teologico, spirituale, pastorale e sociale” ha osservato il vescovo di Mainz e presidente della Conferenza episcopale tedesca, card. Karl Lehmann. “Noi vescovi, ma non solo noi – ha proseguito – approviamo riconoscenti la scelta e l’esposizione del tema. Esso ci incoraggia proprio nei nostri sforzi per la giustizia e l’amore, non ultimo anche in considerazione dell’attuale emergenza dello Stato sociale”. Il vescovo di Fulda, mons. HEINZ JOSEF ALGERMISSEN, si è detto “profondamente commosso” dalla lettura, l’enciclica è una “meditazione profonda e contemporaneamente diretta su Dio, che è amore, e sulle conseguenze per la nostra immagine di Dio e dell’uomo”. Mons. Joachim Wanke, vescovo di Erfurt, considera la scelta del tema “programmatica”: “La nostra convivenza, così come un futuro umano del mondo, si basano su questi due pilastri: la giustizia e l’amore”. Mons. Gebhard Fürst (Rottenburg-Stoccarda) raccomanda la lettura del testo non solo ai fedeli della diocesi, ma anche ai responsabili ecclesiastici, statali e sociali. Il documento “può offrire orientamenti anche ai giovani”. ITALIA. “I vescovi, nel rivolgere il loro pensiero affettuoso e deferente al Santo Padre, hanno espresso profonda gratitudine per il suo illuminante e coinvolgente magistero e con gioia hanno accolto la sua prima enciclica Deus caritas est“. È quanto si legge nel comunicato finale del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana, che si è svolto a Roma dal 23 al 26 gennaio. Per i presuli, “il testo, che consta di due parti, tra loro profondamente connesse – la prima d’indole più speculativa e la seconda, di carattere più concreto, dedicata all’esercizio ecclesiale del comandamento dell’amore nelle sue varie dimensioni –, dovrà costituire un riferimento significativo per la vita e la missione della Chiesa che è in Italia”. “In tal modo – concludono i vescovi -, nell’orizzonte della comunicazione della fede e secondo le modalità di una pastorale integrata, si vuole condividere l’intento del Papa, di parlare dell’amore, del quale Dio ci ricolma e che da noi deve essere comunicato agli altri”. OLANDA. Il card. Adrianus Johannes Simonis, arcivescovo di Utrecht e presidente della Conferenza episcopale olandese, annunciando che è in corso la traduzione in lingua del testo dell’enciclica, ha fatto sapere che “Benedetto XVI ci ha offerto un documento ricchissimo e profondo”. “Sorprendente – per Simonis – la scelta dell’argomento che, riflettendo a fondo sull’amore, ci porta in maniera autentica al cuore della fede cristiana: Dio è amore. L’enciclica è scritta in linguaggio accessibile e fornirà a tutte le persone di buona volontà numerosi spunti di ispirazione e riflessione”. “Il Papa – prosegue il presule – rileva, soprattutto, che il cristianesimo non porta ad alcuna contrapposizione tra ‘eros’ e ‘agape’, tra l’amore tra gli uomini – anche nell’accezione del sesso – e l’amore di Dio. Soltanto quando l’eros’ viene ridotto a un puro strumento fisico – chiarisce il presule – un articolo di consumo commerciabile, allora c’è contrasto con la fede cristiana”. Una riflessione che, per Simonis, “toccherà non soltanto molti lettori, ma ad alcuni ‘aprirà gli occhi’ sulla scoperta di questa visione cristiana della fede”. REGNO UNITO. “L’enciclica è stata accolta in modo positivo sia dai cattolici che dalla stampa laica perché le parole del Papa sono piene di ottimismo e positività per la sessualità e l’importanza che essa ha”, a condizione che non venga mercificata, “nella vita umana”. Così Kieran Conry, vescovo di Arundel e Brighton, diocesi del sud del Regno Unito. “Credo – prosegue il vescovo – che essa sia stata una sorpresa per chi ha sempre ritenuto il Papa una persona severa e poco in contatto con la società contemporanea. Nell’enciclica, al contrario, Benedetto XVI dimostra comprensione per i problemi e le difficoltà della nostra epoca e grande sensibilità pastorale”. Per Conry “da oggi i media laici tratteranno in modo diverso l’insegnamento della Chiesa cattolica perché l’encliclica ha dimostrato che il cattolicesimo non è affatto una disciplina prescrittiva e severa che nega i bisogni dell’umanità, ma una religione in sintonia con le difficoltà e le lotte della nostra epoca”. SLOVENIA. “I vescovi sloveni sono rimasti particolarmente colpiti dalla profondità delle parole e della riflessione del Papa. Il tema dell’amore declinato attraverso le sue sfaccettature e dimensioni invita i fedeli alla lettura e alla meditazione”. Mons. Andrei Saje, segretario generale della Conferenza episcopale di Slovenia, interpreta così l’accoglienza che i vescovi del suo Paese hanno riservato a “Deus caritas est”. “Attraverso l’amore – aggiunge mons. Saje, parafrasando le parole del Papa – il cristiano esprime la scelta fondamentale della sua vita. Alla base della sua fede c’è l’incontro con Cristo che dà alla vita un nuovo orizzonte e una direzione decisiva”. SPAGNA. “Benedetto XVI ci conduce per mano attraverso una riflessione illuminata dalla fede e dalla ragione, affinché veniamo a conoscenza dell’infinita gratuità e bellezza dell’amore con il quale Dio ci ha amato nella creazione e nella storia della salvezza”. Così il card. Antonio Maria Rouco Varela, arcivescovo di Madrid che sottolinea come “la luminosa spiegazione del Papa sulla stretta relazione tra i postulati teorici e pratici della giustizia e la possibilità di una sua realizzazione” attraverso una vita ispirata alla carità, “risulti di grande attualità”. “Quando si legge e si medita con calma, questo documento è un canto alla speranza; quella speranza che germoglia della fede in Gesù Cristo, il Figlio unigenito di Dio”. È il commento di Antonio Dorado Bosco, vescovo di Málaga. “Il Papa ci ricorda che il cristianesimo spinge l’amore umano fino alle sue mete più alte”, osserva mons. Dorado, e insegna che “l’amore cristiano” deve “appoggiarsi sull’incontro personale con Gesù Cristo, stare al di sopra di ideologie e partiti e non convertirsi mai in un’arma di proselitismo”. TURCHIA. Reazioni positive alla “Deus caritas est” anche in Turchia dove i vescovi dedicheranno una sessione della loro assemblea del prossimo 9 febbraio all’enciclica papale. Ad affermarlo è mons. Georges Marovitch, portavoce dei vescovi turchi ai quali è stato distribuito il testo in vista della loro assemblea ordinaria. “Il tema della carità e dell’amore affrontato dal Papa – dichiara – non fa che confermarci sulla strada del dialogo e dell’amore vicendevole, specie per quello che riguarda l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, dimensioni che quotidianamente siamo chiamati a vivere qui in Turchia”.