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Campionato europeo di calcio per sacerdoti” “

Anche i preti giocano a calcio, ma non solo nei cortili della parrocchia o nell’oratorio. Un campionato europeo con squadre composte di soli sacerdoti si svolgerà quest’anno (è alla seconda edizione) a Zagabria, in Croazia, dal 6 febbraio e per due settimane. Ne danno notizia alcuni media ecclesiali spagnoli e portoghesi, che stanno seguendo le loro squadre negli ultimi preparativi. Oltre una dozzina le formazioni coinvolte, di altrettanti Paesi, tra cui Romania, Inghilterra, Italia, Francia, Germania, Svizzera, Portogallo e Spagna. Erano sette le squadre partecipanti all’edizione dello scorso anno, intitolata “Champions Clerum” e svoltasi in Austria con la vittoria della Croazia, attuale organizzatrice. Dal Portogallo, ad esempio, partiranno 12 sacerdoti che partecipano per la prima volta. “La mia principale vocazione è ovviamente quella sacerdotale – precisa don Emanuel Bernardo, parroco di Canedo (Santa Maria da Feira) all’agenzia cattolica Ecclesia -. Ma nel tempo libero mi piace giocare a calcio. Lo ritengo anche un modo per avvicinare le persone e mostrare un volto della Chiesa più attraente, per far sentire che la Chiesa è dentro il mondo”. Perfino mons. Jorge Ortiga, presidente della Conferenza episcopale portoghese, ha incontrato i preti-calciatori per augurare loro la buona fortuna. E c’è qualcuno della squadra che auspica, per il prossimo anno, l’ipotesi di far partecipare anche qualche vescovo. Tra le formazioni più temute in questa realtà calcistica – anche in Italia esiste una Nazionale italiana preti calciatori – c’è la squadra spagnola “Os chispas”, ossia “Le scintille”. “Lui solo è la luce e noi siamo semplici scintille”, questo è il significato del nome, come spiega alla Revista Ecclesia don Luis Pérez, parroco di Santiago de la Caldas e allenatore della squadra galiziana (di Ourense). Prima di iniziare una partita “Os chispas” recitano insieme il Padre nostro: “Per vincere, se possibile, e soprattutto, per non farci male, perché il giorno dopo dobbiamo celebrare la messa e abbiamo la parrocchia che ci aspetta”, precisa uno dei giocatori padre Tomàs, 46 anni. A volte non si riesce, infatti, a radunare la formazione al completo: chi deve celebrare un battesimo, chi un matrimonio, chi l’adorazione eucaristica notturna. O addirittura si perde del tutto una “nuova promessa” perché deve partire in missione, come padre Isaac Pereiro, attualmente a Jipijapa (Ecuador). Di solito gli spagnoli giocano il sabato sera e capita anche che “qualche arbitro venga a messa la mattina dopo per verificare se eravamo davvero preti”, spiegano. Per padre Tomas Delgado, parroco di Xinzo de Limia, questa sua passione “è anche un modo per essere presenti in questo mondo del calcio e far vedere alla gente che noi preti siamo come tutti gli altri”. Appena arrivati a Zagabria i preti-calciatori saranno ricevuti, tra l’altro, dal ministro dello sport croato. Nella chiesa di Sant’Antonio celebreranno insieme la prima messa comune, il 6 febbraio. I giorni successivi inizieranno le partite.