Olimpiadi invernali di Torino ” “

In Italia anche la Chiesa si mobilita per le Olimpiadi invernali di Torino 2006, definite dal card. Severino Poletto, arcivescovo di Torino, una “occasione favorevole di incontro tra persone, gruppi e comunità che provengono da altre nazioni d’Europa e del mondo”. I ragazzi dell’Azione Cattolica, domenica 5 febbraio, sono scesi “tutti in campo per la pace”, un pomeriggio di canti e balli, che si è conclusa in Duomo con la preghiera per la pace. Un “librino”, il cui titolo “Lo sport è un dono di Dio” riprende un pensiero di Giovanni Paolo II, verrà offerto agli atleti. Contiene le letture delle messe delle “domeniche olimpiche” e, nell’introduzione, mons. Carlo Mazza, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale dello lo sport e cappellano della squadra italiana, auspica “magici momenti di gioia e di comune soddisfazione”. Tra gli ultimi tedofori che accompagneranno a Torino la Fiamma olimpica c’è anche un salesiano don Adriano Bregolin, vicario del rettor maggiore dei Salesiani. Sempre i salesiani propongono, durante il periodo olimpico, un’attività educativa e culturale rivolta, in particolare, agli studenti delle scuole medie superiori in vacanze. L’oratorio diventerà quindi un luogo di aggregazione per i giovani con tempi e spazi per lo studio, il gioco, iniziative culturali, ma anche giornate sulle montagne a cinque cerchi. Oltre ai villaggi olimpici per gli atleti, Torino ospiterà anche l’Ethical Village, il villaggio dei valori olimpici e della solidarietà (dal 5 al 26 febbraio, e ubicato sotto la Mole, il simbolo della città). La Tavola valdese (Unione delle Chiese valdesi e metodiste) e la Chiesa valdese di Torre Pellice organizzano invece, giovedì 16 febbraio (ore 21), a Torre Pellice, il “Falò della libertà – contro tutte le discriminazioni”, inserito nel programma “Olimpiadi della cultura – Dedicato a Torino 2006 – ItalyArt”. Il 17 febbraio 1848 il Re Carlo Alberto firmava infatti le Lettere Patenti, con le quali concedeva i diritti civili alla minoranza religiosa valdese. Da allora, nei paesi e nelle borgate delle Valli Valdesi, alla vigilia del 17 febbraio vengono accesi innumerevoli falò intorno ai quali si riunisce tutta la popolazione in una grande festa popolare. Il falò costituisce un momento di gioia che segna la fine della discriminazione, nella prospettiva della fratellanza tra popoli e culture”.