satira e religioni" "
EUROPA E ISLAM: urgente trovare insieme parole intelligenti” “
Ribadire il valore della libertà di espressione, connessa a un irrinunciabile “senso di responsabilità”; affermare, allo stesso tempo, la necessità di rispettare le convinzioni e il credo religioso di ogni cittadino e di ciascun popolo, entro e al di fuori dei confini comunitari. L’Unione europea ha scelto di mantenere ferma la linea del dialogo e della prudenza sulla vicenda delle vignette raffiguranti Maometto, apparse su diversi giornali del vecchio continente, da molte voci giudicate “offensive” o “inopportune”. VIOLENZE INACCETTABILI. A Bruxelles si seguono con apprensione gli sviluppi della vicenda che ha suscitato proteste di piazza dapprima a Gaza, poi a Damasco, Beirut e in vari paesi a prevalenza musulmana. A questa nuova fase di tensione internazionale si ascrivono la morte di alcuni manifestanti (in Afghanistan, Libano, Somalia…) e, secondo taluni commentatori, persino l’uccisione in Turchia del sacerdote italiano don Andrea Santoro. La Commissione Ue, a scanso d’equivoci, ha subito precisato che “non cambia la politica degli aiuti attuata dall’Unione a favore dei palestinesi”. “Non sospenderemo ha affermato un portavoce a Bruxelles – gli aiuti a causa dell’occupazione del nostro ufficio di Gaza”. Dal canto suo la presidenza del Consiglio, detenuta dall’austriaco WOLFGANG SCHÜSSEL, ha condannato “la serie di attacchi e di minacce contro i cittadini e i beni europei”, culminati con l’assalto alla rappresentanza Ue nei territori palestinesi e negli “incendi alle ambasciate danese, svedese e norvegese a Damasco”. Atti definiti “inaccettabili”, di fronte ai quali la presidenza di turno chiede a “tutte le autorità competenti” un impegno per prevenire ogni forma di violenza. Il governo danese, per bocca del ministro degli esteri STIG MOELLER, chiede invece “tutela per i propri cittadini” e per i loro beni in ogni paese, invitando “a ristabilire un clima di dialogo” e a isolare “chi vuole lo scontro” fra Occidente e Islam. CONSULTAZIONI IN CORSO. Lunedì 6 febbraio è stata la volta di JOAHNNES LEITENBERGER, primo portavoce della Commissione Barroso: “La Commissione europea è consapevole che la pubblicazione di alcune vignette su organi di stampa europei ha offeso molti musulmani. Tuttavia, ciò non giustifica gli atti di violenza perpetrati nel corso del fine settimana”. Consultazioni sono in corso fra il presidente della Commissione José Manuel Barroso, il cancelliere austriaco Schüssel e Javier Solana, Alto rappresentante per la politica estera. Proprio JAVIER SOLANA condanna “in maniera assoluta le violenze” e ribadisce che “è tempo, da parte di ciascuno, di agire per placare la situazione e per consolidare relazioni di amicizia e di mutuo rispetto”. Sempre a Bruxelles interviene l’olandese JAAP DE HOOP SCHEFFER, segretario generale della Nato, che afferma: “Sulla libertà di stampa non si transige. Come cattolico a volte mi risento per certe vignette sul Papa. Capisco il sentimento religioso offeso, ma questo non significa tollerare le violenze e gli assalti alle ambasciate”. LIBERTÀ E RESPONSABILITÀ. Dal Consiglio d’Europa e dal Vaticano si levano commenti articolati. “La violenza, la distruzione e l’odio che hanno contraddistinto alcune delle proteste contro la pubblicazione delle caricature del profeta Maometto, sono assolutamente inaccettabili; tuttavia sono convinto che non siano sostenute dall’ampia maggioranza delle persone di fede islamica”. TERRY DAVIS, segretario generale del CdE, fornisce da Strasburgo una sua interpretazione e aggiunge: “Ognuno deve agire sulla base del dialogo e del rispetto reciproco”. “Per quanto riguarda le stesse caricature, ci tengo a sottolineare che tutte le libertà, ivi compresa la libertà d’espressione, devono essere accompagnate dalla responsabilità”. LA CONVIVENZA ESIGE RISPETTO. Davis puntualizza che la Convenzione europea dei diritti dell’uomo garantisce la libertà di opinione: “La Corte europea dei diritti dell’uomo si è ripetutamente espressa in favore di questa libertà, anche qualora tali opinioni siano offensive. Tuttavia, avere il diritto di provocare un’offesa, non significa che ciò sia giusto. È responsabilità dei direttori e dei giornalisti valutare accuratamente la decisione di pubblicare o non pubblicare qualcosa. La pubblicazione di caricature può non aver trasgredito alcuna norma giuridica, ma ha certamente violato norme etiche basate sul rispetto reciproco e sull’accettazione della fede religiosa di altre persone”. Il portavoce della Santa Sede, JOAQUIN NAVARRO VALLS, dichiara invece: “La convivenza umana esige un clima di mutuo rispetto, per favorire la pace fra gli uomini e le nazioni. La libertà non è un valore assoluto, ma lo è accanto ad altri, relativo a qualcosa di più importante, che è l’essere umano. Il diritto alla libertà di pensiero non può implicare il diritto di offendere il sentimento religioso dei credenti”.