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Segno di contraddizione” “

“Anche nel nostro tempo la Chiesa resta un ‘segno di contraddizione’. Non poteva essere intenzione del Concilio abolire questa contraddizione del Vangelo nei confronti dei pericoli e degli errori dell’uomo: era invece suo intendimento accantonare contraddizioni erronee o superflue, ‘per presentare a questo nostro mondo l’esigenza del Vangelo in tutta la sua grandezza e purezza”: con queste parole, nella parte introduttiva della sua Prolusione ai lavori del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana (23-26 gennaio 2006), il presidente card. CAMILLO RUINI ha portato la riflessione sul grande tema del rapporto tra “Chiesa pre-conciliare” e “Chiesa post-conciliare”, che ha riflessi sia all’interno della comunità cristiana, sia nei rapporti ecumenici ed interreligiosi. La prolusione del card. Ruini, dopo aver ricordato gli atti iniziali del pontificato di Benedetto XVI, si è poi sviluppata su alcuni grandi temi di interesse nazionale: il cammino preparatorio al Convegno ecclesiale decennale che si terrà a Verona (16-20 ottobre 2006), la difesa dei valori della vita e della famiglia, e infine la situazione socio-politica, che in Italia vede lo scontro sempre più acceso tra centro-destra e centro-sinistra, in vista delle elezioni politiche dell’aprile prossimo. Qui di seguito una sintesi dei temi affrontati dal Consiglio episcopale permanente. CONVEGNO ECCLESIALE DECENNALE. “Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo” è il tema del IV Convegno ecclesiale nazionale, che riunirà a Verona (nord Italia) oltre due mila tra presbiteri, religiosi e laici in rappresentanza delle diocesi, associazioni, movimenti e realtà culturali e sociali del paese. Lo scopo – come ricorda la Cei nel documento programmatico – è di “chiamare i cattolici italiani a testimoniare, con uno stile credibile di vita, Cristo Risorto come la novità capace di rispondere alle attese e alle speranze più profonde dell’uomo di oggi”. Parlando di questo grande appuntamento nazionale, il card. Ruini ha ricordato che la sua preparazione finora si è già avvalsa “ampiamente del Magistero di Benedetto XVI. Specialmente in rapporto alle nuove generazioni, che dovranno verosimilmente far fruttificare il messaggio cristiano in un tempo caratterizzato da mutamenti ancora più profondi e accelerati”. Nelle diocesi, parrocchie e associazioni cattoliche italiane si stanno da tempo già affrontando gli ambiti del convegno: vita affettiva, festa e lavoro, fragilità umana, tradizione e comunicazione, cittadinanza. I precedenti tre convegni decennali sono stati: 1976, Roma, “Evangelizzazione e promozione umana”; 1985, Loreto, “Riconciliazione cristiana e comunità degli uomini”; 1995, Palermo, “Il Vangelo della carità per una nuova società in Italia”. NON SI SCHIERA IN POLITICA MA… La Chiesa italiana non si schiera in politica, ma non per questo intende venir meno al “dovere” di “riproporre” agli elettori e ai “futuri eletti” quelli che sono i “contenuti irrinunciabili” della dottrina sociale della Chiesa, “fondati sul primato e sulla centralità della persona umana”. Lo ha ribadito il card. Ruini, confermando, in vista del prossimo appuntamento elettorale, la “linea di non coinvolgerci, come Chiesa e, quindi, come clero e come organismi ecclesiali, in alcuna scelta di schieramento politico o di partito”. Una linea, ha precisato il porporato, che “non è frutto di indifferenza o di disimpegno, ma di rispetto della legittima autonomia della politica e ancor prima della genuina natura e missione della Chiesa”. Per la Cei tale atteggiamento intende inoltre “contribuire a quel rasserenamento del clima e a quella concordia sui valori e gli interessi fondamentali della nazione di cui si avverte acutamente il bisogno”. FAMIGLIA, VITA, EUROPA E AMBIENTE. I vescovi italiani seguono con particolare attenzione anche i dibattiti e le diverse prese di posizioni di ambienti politici e culturali sui temi della vita e della famiglia. Le “problematiche antropologiche ed etiche” – ha notato il card. Ruini – stanno assumendo un “rilievo crescente anche in sede politica e legislativa”, con la “tendenza diffusa in molti Paesi e ben presente anche in Italia a introdurre normative che, mentre non rispondono ad effettive esigenze sociali, comprometterebbero gravemente il valore e le funzioni della famiglia legittima fondata sul matrimonio e il rispetto che si deve alla vita umana dal concepimento al suo termine naturale”. In ambito europeo va stigmatizzata la “tendenza” del Parlamento europeo, “ad approvare risoluzioni che, sebbene non vincolanti per i singoli Paesi, costituiscono una spinta e una specie di pressione morale ad allontanarsi dai cardini stessi della nostra civiltà”. Tra le decisioni prese, c’è anche l’istituzione di una “Giornata per la salvaguardia e la difesa del creato”, da celebrare, in sintonia con le altre Chiese e comunità europee, il 1° settembre, lasciando al livello locale di sviluppare le relative iniziative durante tutto il mese. Questa scelta si propone come “un gesto concreto sul piano ecumenico” auspicato nella “Carta ecumenica”.