Turchia: ucciso il "sacerdote del dialogo"” “

È stato ucciso, domenica 5 febbraio, con un colpo di pistola, mentre pregava nella chiesa parrocchiale di Santa Maria a Trebisonda, città turca sul Mar Nero. Don Andrea Santoro, 60 anni, era della diocesi di Roma e nella missione in Turchia si interessava di dialogo interreligioso tra cattolici e musulmani. Don Andrea credeva che “lo scambio dei doni spirituali” tra Occidente e Medioriente fosse non solo possibile ma anche importante. C’è un suo scritto che lo testimonia. Una lettera inviata lo scorso anno al vicariato di Roma e che oggi è diventata il suo “testamento spirituale”. Il Medioriente – scriveva – e la “grande ‘terra santa’ dove Dio ha deciso di comunicarsi in modo speciale all’uomo”. Terra con “le sue oscurità” ma anche con le “sue ricchezze e la sua capacità, grazie alla luce che Dio vi ha immesso da sempre, di illuminare il nostro mondo occidentale”. Pur nello choc, la comunità cattolica della Turchia sente ora la responsabilità di proseguire nella strada di don Andrea. “Noi – dice mons. Ruggero Franceschini, presidente della Conferenza episcopale turca – continuiamo a credere che il dialogo è possibile perché musulmani e cristiani venerano l’unico Dio. Sia pure con proposte diverse e con radicalizzazioni diverse, siamo tutte persone che impostano la propria vita sulla legge di Dio. La morte di don Andrea è stata quindi un’esecuzione senza nessuna ragione. Ma l’estremismo è senza ragione oppure porta avanti calcoli freddamente pur di arrivare a creare scompiglio”. I funerali del sacerdote si celebreranno in San Giovanni in Laterano venerdì 10 febbraio.