“PERCORSO ITINERANTE”
Il giornale locale riporta in prima pagina la storia di due fidanzati che si sono sposati lunedì scorso, 13 febbraio. Lo stesso giorno di un anno fa, a lei fu diagnosticato un tumore al cervello. Ora, ed è quasi un miracolo, ne è uscita e il primo anniversario diventa il giorno più bello della sua vita.
Nella chiesa di San Francesco, invece, troviamo l’immagine di santa Gianna Beretta Molla, circondata dalle foto di matrimonio delle coppie della parrocchia, dagli anni Cinquanta ad oggi: una grande icona della fedeltà. Terni è davvero la città dell’amore. Anche se, al nostro arrivo, ci accoglie su un muro una scritta a caratteri cubitali: “Terni, città dell’amore, basata sui dollari”.
Il business la fa da padrone anche qui. Poco dopo, lungo la stessa strada, ecco infatti il PalaSposi, un expo con tutto quello che serve per la cerimonia nuziale, e il chiosco “Pane, amore e cioccolata”, che mescola i sentimenti ai piaceri del palato.
È proprio nella diocesi del santo vescovo Valentino che, dal 9 febbraio al 5 marzo, si tengono le iniziative della seconda tappa del percorso nazionale itinerante verso il Convegno di Verona: un “giro d’Italia” voluto dalla Cei, tramite il Progetto culturale e in collaborazione con le realtà locali, per approfondire i temi della prossima assemblea decennale, che mette la speranza cristiana in relazione alle esperienze della vita: l’amore, il lavoro, la fragilità esistenziale, l’educazione, la cittadinanza.
Se a Palermo nel novembre scorso, a dieci anni esatti dal Convegno ecclesiale del 1995, si era messa a fuoco la sfida della trasmissione della fede, a Terni è d’obbligo la riflessione sulla vita affettiva, il primo ambito secondo la Traccia di preparazione in cui essere testimoni della speranza accesa dal Risorto. Una speranza alimentata proprio dal fatto che, come afferma il titolo delle iniziative nella città umbra, “L’Amore si fa storia”.
Tra i molti eventi in calendario, i primi hanno avuto i più giovani come protagonisti. Si è cominciato da loro. Sono stati due incontri con gli studenti, infatti, ad aprire il fitto programma: prima una tavola rotonda su paternità e maternità, quindi un seminario sulle declinazioni dell’amore: eros, philia e agape.
Si tratta di una specie di “università di strada” dove sono i ragazzi a scegliere i temi da trattare. In passato, si è parlato di dolore, felicità, libertà. L’anno scorso l’80% degli studenti della diocesi, raggiunti da un sondaggio, chiese di riflettere sulla morte. Poi, l’amore.
Visto da qui, in compagnia di alcune centinaia di adolescenti, si capisce perché il Convegno di Verona abbia posto al centro le dimensioni fondamentali dell’esistenza. Sono queste il “terreno comune” in cui incontrare l’uomo di oggi e rimetterlo in dialogo con il Vangelo. Una scommessa riuscita, a Terni, con i giovani, che hanno accettato l’invito a dibattere sull’esperienza dell’amore, la prima delle questioni vitali che li coinvolge.
La seconda tappa del percorso itinerante verso Verona aggiunge alla preparazione dell’evento ecclesiale soprattutto il coinvolgimento della generazione nata negli anni Ottanta. Quello di Terni è lo stesso itinerario che propone Benedetto XVI nell’enciclica “Deus caritas est”: la giusta comprensione dell’amore umano è una via privilegiata per conoscere Dio e l’immagine cristiana di Dio il modello per vivere l’esperienza umana più esaltante.
Oggi amare sembra divenuta una corsa ad ostacoli, specialmente quando sulla strada si frappongono la paura delle responsabilità e la banalizzazione dei sentimenti, la precarietà del lavoro e le difficoltà economiche. Le conoscono bene i fidanzati e gli sposi che si sono dati appuntamento attorno al Santuario di San Valentino. La loro testimonianza è la forma che prende oggi la buona notizia sull’amore.
Scheda
A questi primi incontri seguiranno altri momenti di studio e di preghiera, fino al 5 marzo. Molto denso è il programma degli eventi culturali, aperti dal Cantico dei Cantici letto da Roberto Benigni, lunedì 13 febbraio.
Il 14, invece, dopo il solenne pontificale presieduto dal vescovo Vincenzo Paglia, è stato presentato un sussidio pastorale della Cei per la valorizzazione del nuovo rito del matrimonio, dal titolo: “Celebrare il mistero grande dell’amore”.
Tra i manifesti che illustrano gli appuntamenti, uno riporta un biglietto autografo di Papa Wojtyla, inviato a Terni il 14 febbraio 1997: “L’amore vince, abbatte le frontiere, spezza le barriere fra gli esseri umani. L’amore crea una nuova società”.
Ernesto Diaco
(13 febbraio 2006)