DIOCESI
Continua, nelle 226 diocesi italiane, il cammino di preparazione al IV Convegno ecclesiale nazionale, in programma a Verona, dal 16 al 20 ottobre 2006, sul tema: “Testimoni di Cristo Risorto, speranza del mondo”. Il tempo della fretta. “In Occidente abbiamo reso passivi dei verbi che invece indicavano dinamismo: attendere vuol dire tendere-verso, aspettare significa guardare-verso. Il cristianesimo è orientato verso la venuta del Messia. Ma questo essere orientato-verso è stato trasformato dalla scienza in ciò che l’uomo può fare per vivere meglio. Così viviamo il tempo dell’immediato, che è anche il tempo della fretta, senza lo spazio del progetto”.
A parlare è il filosofo gesuita Paul Gilbert, intervenuto a Piacenza nel corso della Settimana sociale in atto nella diocesi. Riferendosi al tema del Convegno di Verona, Gilbert ha affermato: “La speranza dovrebbe insegnarci a guardare più lontano. È certo che l’Europa deve cambiare, come lo deve fare l’America, che è più in crisi di noi, perché vive senza storia”.
“Nei convegni è lo Spirito Santo l’attore principale: noi cristiani facciamo i nostri sforzi, ma dobbiamo ascoltare cosa lo Spirito dice alla Chiesa”. È la battuta con cui mons. Cesare Bonicelli, vescovo di Parma, ha concluso un incontro-dibattito svoltosi in diocesi sull’appuntamento scaligero, in cui è stato espresso l’auspicio si legge sul settimanale della diocesi, “Vita Nuova” – di passare “da una fede individuale a una comunitaria, da un’esperienza razionale a una affettiva e dal senso etico della vita a quello della fede”.
È una “doppia passione”, secondo mons. Adriano Caprioli, vescovo di Reggio Emilia – Guastalla, quella che deve animare il credente: passione “per Cristo Risorto, sorgente e contenuto della testimonianza e della speranza cristiana, e per l’uomo nella realtà concreta del suo vivere”, ha sottolineato il presule nel corso di un incontro con la Consulta delle Aggregazioni laicali e i Circoli culturali di ispirazione cristiana.
A Modena, intanto, sono al lavoro le commissioni diocesane che dovranno elaborare il documento modenese, in vista del Convegno di Verona. No alla “cultura del lamento”. Oltre 1.600 fedeli si sono ritrovati a San Nicolò, in diocesi di Treviso, per intraprendere il cammino sul tema pastorale “Trasmettere la fede in Gesù Cristo oggi”, in vista del Convegno diocesano del prossimo giugno e in preparazione al Convegno di Verona; al centro dell’incontro, il tema del laicato, chiamato ad un “discernimento” pastorale per rispondere in maniera adeguata alle “sfide” del cambiamento.
Cinque incontri, uno per ogni ambito indicato dalla Traccia, a partire dal 6 marzo fino al 28 maggio, giorno dell’Assemblea diocesana: è il percorso verso Verona proposto dalla diocesi di Ragusa, dove intanto si stanno preparando i “missionari” che in Quaresima dovranno animare, nelle varie parrocchie, i centri di ascolto sulla prima lettera di Pietro.
“Il Convegno di Verona sarà un buon passo in avanti della Chiesa italiana se avrà davvero al centro i laici”, si legge su “L’Ortobene”, il settimanale della diocesi di Nuoro, a proposito dell’appuntamento di ottobre, in vista del quale le iniziative della diocesi (incontri nelle parrocchie, nelle foranie e nelle aggregazioni) saranno “integrate e sintetizzate” con quelle delle altre diocesi sarde, per “un cammino condiviso che continuerà nei prossimi anni”.
Anche la diocesi di Siracusa ha iniziato l’itinerario di preparazione a Verona, con un incontro sulla “complessa realtà dell’affettività”,in una società in cui si assiste “al deterioramento dei sentimenti, a un vuoto relazionale, a una affettività malata, a una immaturità emotiva che nasce dall’aver perduto di vista l’autenticità del cristianesimo”.
A Laconi riferisce “L’Ogliastra”, il mensile della diocesi di Lanusei l’Azione Cattolica adulti sta studiando il documento preparatorio ed è a disposizione dei fedeli per “approfondire e trasmettere i temi proposti”. “Dalla cultura del lamento alla cultura della speranza”: è il tema dell’incontro promosso dalla metropolia jonica (che comprende le diocesi di Taranto, Castellaneta e Oria) in preparazione a Verona e rivolto soprattutto alle aggregazioni laicali, associazioni e movimenti ecclesiali.
“Restituire al laicato cattolico tutta la sua dignità”, è uno degli obiettivi dell’iniziativa, che intende risvegliare l’impegno dei laici “per essere testimoni credibili del Risorto attraverso una vita rinnovata e capace di cambiare la storia”.
(16 febbraio 2006)