PIEMONTE

Si è fatta chiarezza

Una legge per le associazioni di promozione sociale

Le associazioni di promozione sociale (Aps) attive in Piemonte possono contare su una legge su misura per loro. È stata approvata dal Consiglio regionale il 31 gennaio scorso, con i voti della maggioranza di centrosinistra ma anche dell’opposizione. Di fatto, si dà attuazione in Piemonte alla legge statale numero 383 del 2000, che riconosce alle associazioni di promozione sociale una serie di vantaggi di natura gestionale, patrimoniale, creditizia e tributaria.Non solo: la nuova legge segna un linea di demarcazione tra il mondo della promozione sociale e il volontariato in senso stretto, già disciplinato in Piemonte dalla legge regionale 38/94, a sua volta ispirata alla legge dello Stato 266 del 1991.Dato l’intento chiarificatore della norma, particolare importanza riveste l’articolo 2, che classifica come enti di promozione sociale “le associazioni, di persone e di enti, riconosciute e non riconosciute, i loro coordinamenti o federazioni, costituiti al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore di terzi o di associati, senza finalità di lucro e con lo scopo di recare benefici diretti o indiretti ai singoli e alla collettività”.Da sottolineare la possibilità di associare enti (opzione non prevista per le associazioni di volontariato, per le quali si prevede solo un’adesione personale) e di svolgere attività anche a favore degli associati, oltre che, come avviene per il volontariato, a beneficio esclusivo di terzi.Un passo positivo. Il portavoce del Forum regionale del Terzo settore e presidente Acli di Torino, Stefano Tassinari giudica positivamente l’approvazione della legge piemontese sulle Aps. “Anche perché – spiega – alcune associazioni non potevano finora essere riconosciute, con pesanti conseguenze: abbiamo di recente chiesto alla Giunta una riduzione dell’Irap per il mondo del Terzo settore, ma senza i criteri esplicitati dalla legge quest’eventualità non potrebbe essere applicata anche ad importanti realtà che operano nel sociale”. Tassinari mette l’accento sui nuovi strumenti che Regione e Province hanno ora in mano: “Entrambi gli enti potranno ora intervenire anche con riduzioni fiscali”.Ora è importante stringere i tempi di applicazione, dice Tassinari: “Il registro regionale e quelli provinciali, così come l’Osservatorio regionale, vanno messi a regime e sarà importante che si operi subito, individuando criteri comuni a tutte le amministrazioni. Per l’operatività della legge abbiamo anche chiesto alla presidente Bresso e agli assessori Migliasso (Welfare) e Valpreda (Sanità) di costituire un ufficio di coordinamento tra i diversi assessorati competenti che svolga il ruolo di interlocutore unico per il nostro mondo”.Il dovuto risalto. Per Silvio Crudo, delegato dell’Azione Cattolica per Piemonte e Valle d’Aosta, “la legge pone finalmente nel dovuto risalto gli enti di promozione sociale”. “Finora – ricorda Crudo – si operava in un clima piuttosto confuso, in cui si metteva sullo stesso piano, ad esempio, il volontariato e le associazioni di promozione sociale. Con la legge, invece, a queste ultime si è assegnata un’identità propria, di fatto un riconoscimento anche al contributo che offrono alla società”.”Siamo soddisfatti della nuova legge regionale – dice Massimo Cravero, incaricato regionale dell’Agesci Piemonte –. Il livello nazionale ha spinto molto per la sua approvazione, anche perché lo status di associazione di promozione sociale è più affine allo specifico dell’Agesci rispetto a quello onlus, dal momento che noi operiamo con ragazzi che diventano anche nostri associati”.Cravero, tuttavia, non nasconde alcune perplessità sui tempi di approvazione: “Sono passati sei anni dalla disciplina nazionale: due anni e mezzo fa la normativa regionale sembrava pronta, poi i tempi si sono allungati. In ogni caso si tratta di un’ottima legge: ora l’obiettivo è garantire che tutti i nostri livelli, la Regione, le Zone e anche i Gruppi scout (in Piemonte sono 116, ndr) siano compresi nell’albo regionale”.L’Agesci è iscritta al registro nazionale delle Aps, mentre l’iscrizione delle associazioni regionali ai registri locali viene coordinata dal livello centrale per garantire un regime omogeneo (al momento sono iscritte al registro Aps dieci associazioni regionali Agesci, due sono registrate come onlus e altre hanno status ancora diversi).SchedaLa legge istituisce un fondo per l’abbattimento dei tassi di interesse sui finanziamenti per l’acquisto, la costruzione, la ristrutturazione, la messa a norma delle sedi delle associazioni e un fondo di anticipazione finalizzato ai progetti che si realizzano con il contributo degli enti locali.La misura sarà gestita da Finpiemonte, la finanziaria regionale, attraverso un fondo rotativo: con le risorse messe a disposizione dalla Regione (per il biennio 2006/2007 è previsto uno stanziamento di 100mila euro), saranno concessi contributi alle associazioni per l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, automezzi, software legati sia alle attività ordinarie sia alla realizzazione di progetti mirati.I contributi pubblici potranno essere utilizzati anche per attività di aggiornamento e formazione degli aderenti alle associazioni. Inoltre, la nuova legge istituisce il Registro regionale delle associazioni di promozione sociale (articolato in una sezione regionale e in sezioni provinciali) e un Osservatorio per l’associazionismo di promozione sociale, al quale viene affidato un ruolo di monitoraggio delle azioni di sostegno alle associazioni.L’iscrizione al Registro sarà condizione indispensabile per ottenere i benefici della legge statale (a partire dalla partecipazione a bandi nazionale ed accesso ad eventuali bandi dell’Unione europea) e per stipulare convenzioni con gli enti locali.(16 febbraio 2006)