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Da 75 anni il massaggio del Vangelo e la parola del Papa nel mondo” “
“Annunciare con libertà, fedeltà ed efficacia il messaggio cristiano e collegare il centro della cattolicità con i diversi Paesi del mondo diffondendo la voce e gli insegnamenti del Romano Pontefice, informando sull’attività della Santa Sede, facendosi eco della vita cattolica nel mondo, orientando a valutare i problemi del momento alla luce del magistero ecclesiastico e nella costante attenzione ai segni dei tempi”. Questa, come da statuto, la missione della Radio Vaticana, “ricevuta dai Papi” e ancora “attualissima”. Così il padre gesuita FEDERICO LOMBARDI, direttore generale dell’emittente della Santa Sede, in occasione dei 75 anni della stessa. Lo scorso 12 febbraio è ricorso il 75° anniversario (12 febbraio 1931) dell’inaugurazione della Radio Vaticana (Rv) e del primo radiomessaggio al mondo di Pio XI, che aveva dato incarico allo scienziato Guglielmo Marconi di costruire la stazione radiofonica del Vaticano. “Con lo strumento della radio, e poi della televisione – aveva affermato per la circostanza BENEDETTO XVI lo scorso 12 febbraio all’Angelus -, il messaggio del Vangelo e le parole dei Papi hanno potuto raggiungere più rapidamente e facilmente tutte le genti”. E intanto è stata confermata per il prossimo 3 marzo la visita che Benedetto XVI farà alla Radio Vaticana nella sede di Palazzo Pio. MULTICULTURALE E MULTILINGUISTICA. Uno strumento, la Rv, caratterizzato da “multiculturalità – oltre 40 le lingue utilizzate” e da “flessibilità d’intervento” ha proseguito il direttore generale, sottolineando che “la multiculturalità è uno specchio dell’universalità della Chiesa, del suo rispetto per le culture, del suo desiderio di inculturazione del messaggio evangelico”. Una multiculturalità che “si espande oggi anche attraverso la televisione e soprattutto Internet. La Radio Vaticana – ha aggiunto – è consapevole dell’importanza di certe lingue nel mondo di oggi e nella vita della Chiesa (inglese, spagnolo…) ma è per vocazione storica una decisa avversaria di ogni colonialismo culturale e una sostenitrice della varietà delle tradizioni culturali nella Chiesa”. A livello internazionale, l’emittente della Santa Sede ha avviato collaborazioni e scambi con numerose emittenti, e al riguardo padre Lombardi ricorda “il ruolo svolto nell’aprile 2005 (in occasione della morte di Giovanni Paolo II, ndr) ospitando e assistendo 45 emittenti, e il servizio permanentemente svolto dal nostro Ufficio relazioni internazionali”. La Rv è membro fondatore di Uer-Ebu (Unione europea per la radio e la televisione), la maggior associazione di network al mondo con 71 membri attivi in 52 Paesi d’Europa, e membro osservatore regolare dell’Urtna (Unione delle radiodiffusioni e televisioni nazionali d’Africa). Partecipa inoltre all’attività di Signis, organizzazione cattolica internazionale dei media, e “tramite satelliti e Internet sono oltre 1000 le emittenti in tutto il mondo che ritrasmettono i suoi programmi” ha concluso padre Lombardi. UNA VISIONE D’INSIEME. Per padre ANDRZEJ KOPROWSKI, direttore dei programmi, “frontiere prioritarie” della Radio, oltre ad America Latina ed Africa, sono “quelle della lingua e della cultura araba” e “quella asiatica”. “La visione del mondo arabo” e di quello musulmano non sono soltanto una questione politica – ha osservato – ma anche culturale, sociale ed ecclesiale di prima categoria, come dimostrano le ultime settimane”. Quanto all’Asia, “conosciamo bene lo sviluppo della Chiesa in India – ha detto – e siamo consapevoli del ruolo del cristianesimo dell’India per il futuro della Chiesa universale, così come anche dell’importanza che si sviluppino, e rimangano aperti, legami universali tra la Chiesa in India, la Santa Sede e le Chiese particolari negli altri continenti”. Di vitale necessità, per il direttore dei programmi, “comprendere inoltre le culture di Cina, Giappone, Vietnam”. Nei Paesi dell’Europa dell’Est, già raggiunti durante i regimi comunisti, la Rv sta oggi progettando “nuove forme di collaborazione tramite i media locali, pubblici e privati, cattolici e non”, ha reso noto padre Koprowski. A titolo esemplificativo dell’ impegno della Radio “ad interpretare i fatti con una visione comune e una lettura d’insieme”, il gesuita ha citato “Europa senza muri”, programma nato dopo la guerra dei Balcani su iniziativa congiunta delle redazioni albanese, bulgara, croata, romena, slovena e ungherese. Di rilievo, inoltre, il contributo dei Sic (Servizi informativi centrali) che curano i radiogiornali in italiano, inglese e francese con 15 appuntamenti quotidiani dalle 8 alle 21. Il sito web www.radiovaticana.org, con 42 redazioni on line “parla” oggi 30 lingue con rispettive home page e aree di navigazione, produzioni originali di notizie e approfondimenti in testo, audio e foto. 8 canali in italiano, inglese, francese, tedesco, polacco, spagnolo, brasiliano e svedese, più uno riservato alle registrazioni in voce del Papa, distribuiscono diversi programmi nelle rispettive lingue. Sono oltre 60 (in 39 lingue) le trasmissioni on demand: “le più scaricate – osserva padre Koprowski – sono quelle dei programmi cinese e vietnamita”. È inoltre possibile seguire via web la liturgia del giorno e le celebrazioni delle principali festività liturgiche e della messa (in italiano, latino, inglese, russo, cinese), anche secondo i riti orientali.