Si appella al principio di “precauzione” l’arcivescovo di Parigi, mons. André Vingt-Trois, perchè le cellule staminali embrionali soprannumerarie non siano utilizzate a fini di ricerca scientifica. Il 7 febbraio scorso, è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale francese (le “ Journal Officiel“) il decreto – molto atteso dalla comunità scientifica del Paese – che autorizza l’utilizzazione a fini di ricerca di embrioni concepiti per fecondazioni in vitro e non più oggetto di un progetto genitoriale. “In molti campi – commenta mons. Vingt-Trois in una lunga intervista rilasciata al settimanale cattolico francese “La Vie” e pubblicata ieri – si applica il principio di precauzione, anche quando non c’è un pericolo reale. È vero che un embrione non è una persona compiuta, ma non si può negare che sia un essere pienamente radicato nell’esistenza umana. Per precauzione, lo si deve trattare con il rispetto dovuto a ogni essere umano”. Riguardo poi alle attese dei malati sui possibili risultati scientifici, il vescovo afferma: “Si parla di utilità terapeutica, si promette la guarigione di malattie come il Parkinson o l’Alzheimer grazie alle cellule staminali embrionali. In realtà, i pronostici sono molto meno ottimisti. Si tratta piuttosto di un atto di fede cieco che non si oserebbe chiedere nemmeno in campo religioso. Basta con le promesse reiterate e la propaganda quando si tocca il cuore dell’esistenza umana”.