CCEE" "
Conferenze episcopali europee” “
L’assemblea plenaria della Comece (Commissione episcopati della Comunità europea), svoltasi a Bruxelles (16-18 novembre 2005); la visita in Terra Santa di una delegazione di vescovi europei e nordamericani (13-19 gennaio 2006) per sostenere la pace e la vita dei cristiani in queste regioni; l’incontro della presidenza Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa) a Roma (29 gennaio 2006) e l’incontro, sempre a Roma, del Comitato preparatorio della terza Assemblea ecumenica europea (Aee3, 24-27 gennaio 2006) sono stati per il Ccee gli eventi più significativi degli ultimi tre mesi. Prossimi appuntamenti: l’incontro a Corfù (3-6 marzo 2006) dei presidenti delle Conferenze episcopali del Sudest Europa; l’incontro annuale del comitato esecutivo della Commissione episcopale europea per i media (Roma, 10-12 marzo 2006); la IV Giornata europea universitaria con il rosario con il Santo Padre che prevede un collegamento video con sedi universitarie europee e africane (Roma, 11 marzo 2006) e l’incontro del Comitato preparatorio della Aee3 (Sibiu, Romania, 30 marzo – 2 aprile 2006). Presentiamo una panoramica delle più recenti iniziative delle Chiese europee. BIELORUSSIA. Durante la 27ª assemblea plenaria della Conferenza episcopale della Bielorussia (Cecb) dello scorso mese di dicembre, i vescovi hanno approvato il Programma pastorale per l’anno 2006, che ha come obiettivo una conoscenza più approfondita di papa Giovanni Paolo II e del suo insegnamento. Il Programma prevede che il 16 di ogni mese la Chiesa si impegni a pregare per il processo di beatificazione e canonizzazione di papa Wojtyla. Nel corso dell’assemblea, i vescovi hanno inoltre approvato il progetto del Rito del matrimonio in bielorusso. Grazie all’impegno del Consiglio per la famiglia e il matrimonio della Cecb, è stato pubblicato anche l’opuscolo Raccomandazioni per la pastorale delle famiglie. Lo scorso 10 dicembre, nella cattedrale di Minsk (confiscata durante il regime comunista dal governo e utilizzata come palestra), è stato consacrato solennemente l’altare maggiore e incoronata l’icona dell’Immacolata Concezione di Maria, dono del servo di Dio Giovanni Paolo II. CECCHIA. L’emendamento di una legge che riguarda le chiese ha scosso profondamente la vita dei cristiani del Paese. L’attuale legge discrimina le chiese e le società religiose, limita il diritto di decidere sulle loro questioni interne e tutte le attività pertinenti alla carità e alla diaconia, come pure la fondazione di istituzioni scolastiche o sanitarie. Conto tale provvedimento hanno levato vibrate proteste sia la Conferenza episcopale che i delegati del Consiglio ecumenico delle Chiese della Repubblica ceca. E intanto sono in discussione una legge sul riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali, sull’eutanasia e sulla ricerca scientifica sulle cellule staminali. FRANCIA. La riorganizzazione dei servizi nazionali, il cui compito è quello di sostenere il lavoro dei vescovi a livello nazionale, provinciale e diocesano, è stata uno dei temi affrontati dall’assemblea plenaria della Conferenza episcopale francese (novembre 2005). Le missioni specifiche di ogni servizio saranno oggetto di capitolati di spesa che, ora in corso di elaborazione, saranno approvati dalla prossima assemblea che si svolgerà a Lourdes all’inizio di aprile. Durante i lavoro assembleari i vescovi hanno inoltre votato un Testo nazionale per l’orientamento della catechesi in Francia (evangelizzazione e pedagogia al servizio dell’iniziazione) ed hanno adottato un insieme di Proposizioni per accompagnarne la realizzazione. GRECIA. La pastorale dei divorziati è stata al centro della sessione autunnale della Conferenza episcopale greca; sullo stesso argomento si è svolta, presso la sede dell’Esarcato di Atene, una giornata di confronto tra il clero della Chiesa di Grecia e la Conferenza episcopale. La riflessione si è articolata nei tre aspetti teologico, canonico e pastorale del tema. Aiutare per quanto possibile le coppie divorziate, in particolare le persone che hanno contratto un secondo matrimonio, non valido per la Chiesa cattolica; assicurare a tutti i futuri sposi una sistematica catechesi in preparazione al sacramento del matrimonio e, successivamente, un cammino pastorale e spirituale per le coppie sposate: queste le priorità fissate dai vescovi. LITUANIA. Tra novembre 2005 e dicembre 2006 si sono tenute due sessioni dell’assemblea plenaria dei vescovi lituani. Sul tappeto i regolamenti e le attività delle Commissioni e dei Consigli della Conferenza episcopale, la preparazione alla confessione e alla prima comunione nelle varie diocesi, l’approvazione definitiva del documento L’Ordine della contabilità finanziaria per le persone giuridiche della Chiesa cattolica in Lituania, le nome riguardanti la preparazione al sacramento del matrimonio, specialmente per le persone che vivono all’estero. I vescovi si sono inoltre espressi contro l’uso di simboli religiosi nella pubblicità, in particolare quella delle bevande alcoliche, fatto che aveva profondamente turbato la sensibilità della popolazione. ROMANIA. Nello scorso mese di dicembre Benedetto XVI ha elevato la Chiesa greco-cattolica rumena, Chiesa metropolitana sui iuris, al grado di Chiesa arcivescovile maggiore. Nello stesso tempo Lucian Muresan, arcivescovo metropolita attualmente presidente della Conferenza episcopale rumena, è stato promosso alla dignità di arcivescovo maggiore di Fagaras e Alba Iulia dei rumeni. Dopo 15 anni la Chiesa rumena riceve lo statuto che le consente di amministrarsi da sola in vari ambiti della vita ecclesiale. Nel novembre 2005, inoltre, dopo più di 50 anni, i fedeli greco-cattolici di Oradea sono tornati nella loro cattedrale che, consegnata nel 1948, sotto il regime comunista, alla Chiesa ortodossa, è stata loro, dopo lunghi anni di instancabile dialogo, finalmente restituita. SCOZIA. In seguito alla recente modifica legislativa che sminuisce l’importanza del matrimonio e della famiglia, la Conferenza episcopale di scozia (Ces) ha ripresentato, tramite i media e attraverso una lettera pastorale della Commissione per la dottrina cristiana e l’unità, l’insegnamento della Chiesa sul matrimonio e ha ribadito l’urgenza che i legislatori ne rispettino e ne sostengano il ruolo all’interno della società. Un messaggio comune sul battesimo è stato invece redatto da un gruppo di lavoro composto da membri della Conferenza episcopale scozzese a dalla Chiesa scozzese (presbiteriana). Scopo del documento, porre in rilievo i punti chiave sui quali le due parti concordano e gli ambiti sui quali non è ancora stata raggiunta la convergenza. In merito al proposito del governo del Regno Unito di sostituire il sistema di armamento nucleare Trident con una nuova generazione di armi nucleari, riprendendo il proprio messaggio del 1982 che condannava l’uso di tali armi da parte della Gran Bretagna, la Ces sta preparando un nuovo documento da inviare al governo. SLOVACCHIA. Sono tre le dichiarazioni pubblicate dai vescovi slovacchi a conclusione della loro 52ª assemblea plenaria che si è svolta nello scorso mese di novembre. La prima riguarda la situazione economica-sociale del Paese, la seconda appoggia la petizione dei fedeli contro i reality show televisivi, l’ultima, infine, riguarda la petizione dei fedeli per l’approvazione di un’intesa particolare tra Repubblica slovacca e Santa Sede sul diritto di obiezione di coscienza. SLOVENIA. Il 13 novembre, memori di San Stanislao, l’omonimo liceo classico diocesano di Ljubliana ha festeggiato il centenario della propria attività. Il liceo, che si proponeva di educare le nuove generazioni ai più profondi valori della tradizione slovena radicata nel cristianesimo, è stato il primo ad insegnare in lingua slovena. Lo scorso 29 gennaio, in concomitanza con la Giornata della Sacra scrittura, la Chiesa cattolica, quella ortodossa e quella evngelica hanno proclamato il 2007 “Anno della sacra scrittura”. Tra gli eventi in calendario, il Festival biblico e il Congresso mondiale dei biblisti, che l’organizzazione internazionale di ricerche veterotestamentarie sta preparando a Ljubljana. UCRAINA ( Latini). Lo scorso 16 gennaio è stato celebrato in tutta l’Ucraina il XV anniversario del rinnovo delle strutture diocesane disposto da Giovanni Paolo II. Durante il periodo sovietico, papa Wojtyla aveva nominato nel Paese 3 vescovi diocesani di rito latino e 2 vescovi ausiliari; nello stesso tempo aveva proclamato dei vescovi greco-cattolici, che vivevano in clandestinità. Una decisione coraggiosa e lungimirante poiché dal secondo dopoguerra la Chiesa ucraina non aveva avuto né vescovi né seminari, erano scomparse le comunità religiose e si contavano solo alcuni sacerdoti. Attualmente in Ucraina vi sono 7 diocesi di rito latino, 11 vescovi, 3 seminari maggiori, la Scuola superiore dei catechisti e alcune province di ordini religiosi maschili e femminili. All’interno del Paese è inoltre attiva la Caritas, e la Chiesa è in grado di trasmettere programmi radiotelevisivi e di pubblicare articoli su giornali e riviste. UNGHERIA. Gli ultimi mesi del 2005 sono stati segnati da conflitti tra la Chiesa e l’attuale governo ungherese. Nonostante gli accordi stipulati fra lo Stato e la Santa Sede, il governo ha deciso di diminuire il sostegno alle scuole cattoliche e alle altre scuole cristiane, previsto per il 2006. Dopo diversi tentativi di protesta della Chiesa, alcuni gruppi di genitori hanno organizzato una manifestazione contro le decisioni del governo, cui hanno partecipato 30mila persone. Il Parlamento ha modificato alcuni punti della Finanziaria, ma ha varato la maggior parte dei provvedimenti considerati discriminatori dalla Chiesa. Di conseguenza, la Conferenza episcopale sta preparando, insieme ad altre Chiese cristiane del Paese, una petizione da presentare alla Corte costituzionale ungherese.