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La letteratura religiosa sta attraversando un periodo di splendore in tutto il mondo, e questo si nota anche nelle vetrine delle librerie spagnole. Proliferano opere, con vocazione di best-seller, che potremmo racchiudere entro un nuovo genere fantastico, qualcosa come religione-finzione e che, sebbene si presenti con zelo di storicità e rigore scientifico, nella maggior parte dei casi non è altro che un prodotto di facile consumo, usa e getta, senza poi pensarci troppo su. Il fenomeno, senza essere del tutto innovativo, mostra talune caratteristiche proprie del momento storico, culturale, politico e religioso entro quale stiamo vivendo. In primo luogo, è la constatazione lampante del fatto che la dimensione religiosa dell’essere umano è presente – lo si voglia o no da determinate istanze politiche – in ambito pubblico, perché l’uomo è un essere religioso per natura che ha espresso, nei modo più disparati, i propri aneliti trascendenti nel corso dei secoli. Voler rilegare l’esperienza religiosa all’ambito privato significa ignorare la realtà stessa. In secondo luogo, analizzando il tipo di pubblicazioni che contribuiscono all’incremento delle vendite, è la prova della fragilità intellettuale e morale della nostra epoca. Fortunatamente, Dio può essere rappresentato, raccontato e persino può divenire oggetto di caricature nella cultura Occidentale, senza che tutto questo implichi reazioni sproporzionate da parte dei credenti; tuttavia continua ad incuriosire che oggetto di finzione, ricreazione storica e scherzi sia sempre il Dio dei cristiani e, più esattamente, la figura di Gesù di Nazaret e della Chiesa Cattolica. Certamente, il fenomeno verrà ad intensificarsi nel corso dei prossimi mesi, con la promozione e l’uscita mondiale del film tratto dal romanzo Il Codice da Vinci. Si tratterà di una buona opportunità per i non credenti di dimostrare misura e rispetto ai credi più intimi degli altri, e affinché i credenti raccolgano la sfida che si lancerà loro e possano comprendere che, in un contesto apparentemente avverso, si accende la possibilità di far risplendere la verità e di giungere ad una distinzione tra realtà e finzione.