La psicosi da influenza aviaria ha raggiunto anche la Germania e non mancano i commenti. Matthias Kamann su Die Welt (22/2) osserva: “ Una malattia di animali come patologia nazionale. L’influenza aviaria diventa surrogato dell’elaborazione di problemi irrisolti: gli economisti portano le preoccupazioni della Germania all’isteria e calcolano quanta crescita viene persa con 100.000 morti per influenza aviaria. Karlsruhe ha appena bocciato la legge sulla sicurezza della navigazione aerea e si manda l’esercito a marciare all’interno di Rügen. E le false notizie su una proposta di cancellare i mondiali di calcio tradiscono quanto ci opprimano i problemi di sicurezza di questo grande evento. Ma non sono quelli i problemi da risolvere, anziché rimuoverli occupandosi dei problemi di veterinaria? Magari, in tal modo la mente potrebbe essere libera per cercare strategie più razionali contro l’influenza aviaria. Ma la politica è presa nella trappola dell’escalation della società mediatica. Chi non parla subito di catastrofe deve ritirarsi non appena si ammala una sola persona. I politici debbono temere il virus del panico tanto quanto il virus H5N1. A loro resta la speranza di stropicciarsi sbalorditi gli occhi davanti ad una fine improvvisa di tutto questo, come per la Bse“. Sulla Frankfurter Rundschau, Stephan Börneke annota: “ Molto di quanto accade a Rügen … è una concessione ad un’opinione pubblica irritata. Ma è discutibile che le operazioni militari possano davvero circoscrivere l’epidemia. […] Forse le vaccinazioni, sebbene non prive di implicazioni problematiche, rappresentano la risposta migliore a tenere sotto controllo l’epidemia aviaria. Il fatto che finora non siano state prese in considerazione, dipende anche dai rapporti commerciali. Perché un volatile vaccinato, in quanto difficilmente distinguibile da un volatile infetto, non può più essere esportato. Ma questo non può essere un argomento da considerare, ora“. Anche il settimanale Der Spiegel (20/2) affronta il tema: “ Virologi e politici sono sorpresi della velocità con cui la temuta influenza aviaria ha raggiunto il territorio tedesco. Ora gli esperti litigano su come possa essere evitato un contagio dei volatili: arresti domiciliari per i polli o vaccinazione di massa?“. La morte del giovane ebreo Ilan Salimi, rapito e torturato per 21 giorni da una banda di giovani teppisti, ripropone il fenomeno dell’antisemitismo in Francia. Il quotidiano Le Monde (23/02) a riguardo dedica un’editoriale dal titolo molto chiaro: “Barbari”. “Questo crimine si legge commesso dalla banda dei barbari è destinato a segnare in modo durevole gli animi”. Ancor più se vi si aggiunge “ la componente antisemita che lo rende nauseabondo. Spetterà alla giustizia determinare, basandosi su elementi verificati, quale peso (determinante o marginale) potrà aver avuto il razzismo nella scelta della vittima. E spetterà sempre alla giustizia non diminuirne la portata per impedire la contrapposizione delle comunità”. Un rischio, almeno a sentire le parole del Procuratore della Repubblica di Parigi: “Nessun elemento ci permette di agganciare questo omicidio ad una matrice razzista”. A correggere il tiro è stato poi il ministro dell’Interno, Sarkozy, che ha parlato di “antisemitismo di amalgama” spiegando che coloro che hanno commesso questo crimine “hanno agito nella convinzione che gli ebrei sono ricchi”. “Questo si chiama antisemitismo annota l’editoriale il tema dei soldi è uno dei fili che lega forme tradizionali di antisemitismo a quelle più nuove di oggi collegate alla questione israelo-palestinese”. Sempre in tema di antisemitismo l’inglese The Guardian (22/02) si sofferma sulla vicenda dello storico David Irving famoso per le sue teorie che negano l’Olocausto. Come è noto lo storico è stato per questo processato a Vienna e condannato a tre anni di prigione. Dopo la sentenza Irving ha dichiarato che le sue idee erano sbagliate. Un dietro-front a suo dire giustificato dal fatto che in questo tempo aveva potuto leggere alcuni documenti di gerarchi nazisti (Adolf Eichmann delle SS, su tutti) sull’olocausto, che finora non aveva potuto conoscere. “Così Irving si è sbagliato si legge nell’editoriale del quotidiano è impossibile dire se stia mentendo e se è veramente convinto. Una cosa è certa, facendo così ha azzerato tutto il suo lavoro teso ad esonerare Hitler dalla decisione della soluzione finale e diminuire la responsabilità nazista circa il genocidio. I neonazisti che sono nel mondo hanno perso un’icona e questa è una buona notizia”. “Missione impossibile?” è il titolo che il settimanale inglese The Catholic Herald (17/02) dedica alla prossima visita, in novembre, del Papa in Turchia. “Il Papa si legge in un commento nelle pagine interne non è un codardo. Non poteva assumere un impegno più difficile… Il mito di Ali Agca, l’attentatore di Giovanni Paolo II, è ancora vivo nell’estrema destra e l’omicidio di don Andrea Santoro sono giusti motivi di allarme”. “Confidiamo nel fatto che Benedetto XVI, nel suo primo viaggio in un Paese islamico, eviti quella politica familiare ad alcuni di calmare una certa sensibilità islamica a vantaggio di un approccio più aperto. Il Papa dovrebbe condannare le persecuzioni dei musulmani contro le minoranze cristiane. Solo pochi turchi sono fondamentalisti, e potrebbero ascoltarlo”.———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1454 N.ro relativo : 14 Data pubblicazione : 24/02/2006