La Commissione Europea ha pubblicato settimana scorsa una Comunicazione sul tema della “interoperabilità della televisione digitale interattiva”, con la quale si dichiara contraria alle norme tecniche obbligatorie imposte dai regolatori per la diffusione del digitale in Europa”. Il favore di Bruxelles va piuttosto ad “iniziative di normalizzazione assunte volontariamente dalle imprese”, in modo tale che “l’interattività tra diffusore e consumatore sia di beneficio per quest’ultimo”. La scelta di proporre una sorta di deregulation è dettata dal fatto che, malgrado le apparenze, in realtà la Tv digitale interattiva in Europa stenta a prendere piede: oggi esistono e sono utilizzati quasi cinquanta milioni di ricevitori digitali, ventisei dei quali di tipo interattivo; solo quattro milioni, tuttavia, sono abilitati alla piattaforma digitale multimedia per uso domestico. Per velocizzare il passaggio definitivo dalla Tv analogica alla Tv digitale (la data limite è fissata al 2012), la Commissione si adopera assieme agli Stati membri per aumentare quantità e qualità dei servizi fruibili via televisione (ad esempio, la richiesta di certificati ed il pagamento di bollette) con l’obiettivo di rendere il prodotto più appetibile ad un numero maggiore di Europei.