“Il prossimo 24 marzo terrò un Concistoro nel quale nominerò i nuovi membri del Collegio cardinalizio”. L’annuncio è stato dato il 22 febbraio da Benedetto XVI, a conclusione dell’udienza generale del mercoledì. Quindici i futuri cardinali: dodici al di sotto degli 80 anni che entreranno nella lista dei 120 elettori, ai quali si aggiungono tre ecclesiastici di età superiore. Sei nuovi cardinali sono europei. Si tratta dello sloveno mons. Franc Rodé, prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica; degli italiani mons. Agostino Vallini, prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e mons. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna; del francese mons. Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux; dello spagnolo mons. Antonio Canizares Llovera, arcivescovo di Toledo; del polacco mons. Stanislaw Dziwisz, arcivescovo di Cracovia e già segretario di Giovanni Paolo II. Gli altri nuovi porporati provengono dalle Filippine, dal Venezuela, dalla Corea, dagli Usa e da Hong Kong. Oltre a questi, Benedetto XVI ha deciso di elevare alla dignità cardinalizia tre ecclesiastici di età superiore agli ottant’anni, “in considerazione – ha detto – dei servizi da essi resi alla Chiesa con esemplare fedeltà ed ammirevole dedizione”. Si tratta di mons. Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, arciprete della Basilica di S.Paolo fuori le Mura; di mons. Peter Poreku Dery, arcivescovo emerito di Tamale (Ghana), e del gesuita Albert Vanhoye, già rettore del Pontificio Istituto Biblico e Segretario della Pontificia Commissione Biblica. Nella scelta dei candidati, provenienti da diocesi di tutto il mondo, ha sottolineato il Pontefice, “si rispecchia l’universalità della Chiesa”.