“Allo stadio attuale della costruzione europea, appare necessario un dibattito sul futuro dell’Ue, sui suoi orientamenti e obiettivi”. È quanto afferma la Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), esprimendo l’intenzione di “apportare un vitale contributo a tale dibattito attraverso il rilancio della sua università estiva”, che partirà dal prossimo settembre con tre programmi di due settimane. L’iniziativa nasce da un progetto di università estiva della Comece che tra il 1994 e il 2004 aveva conosciuto grande successo. Il segretariato degli episcopati europei aveva organizzato ogni anno diverse sessioni, la prima a Souvigny (Francia), poi a Menaggio (Italia) e a Goslar (Germania); successivamente in tre dei dieci Paesi che sarebbero entrati nell’Unione europea nel 2004: Celje (Slovenia), Leáyfalu (Ungheria) e Smolenice (Slovacchia). Un programma che ha offerto l’opportunità ai giovani partecipanti di esplorare gli aspetti fondamentali del progetto europeo con esperti di teologia, diritto, economia, politica, storia e letteratura ed ha permesso loro di scambiare e condividere le proprie esperienze. Ma questo progetto dopo sei anni si è dovuto interrompere, principalmente per la mancanza di risorse finanziarie. Tuttavia, in seguito alle numerose richieste pervenute al segretariato Comece per la riattivazione dei corsi, i vescovi hanno iniziato a cercare il modo di rilanciare e rendere continuativo il programma, ed hanno salutato con profonda gioia la decisione della diocesi di Graz-Seckau e dell’Università Karl Franzens di Graz, in Austria, di cogliere la sfida. L’università estiva, dunque, si terrà a Graz per almeno un triennio, a partire dalla sessione 2-16 settembre 2006. Al momento sono stati elaborati i programmi dei corsi ai quali sono attesi 80 laureati di tutta Europa.