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Porto Alegre: la voce dei giovani…” “

“La sessualità è un dono di Dio. Essa ha a che fare con la spiritualità. Una questione che deve essere al centro della riflessione della Chiesa”: è una delle richieste dei 250 giovani che hanno partecipato alla pre-assemblea (tre giorni) del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec) svoltasi a Porto Alegre, in Brasile, alla vigilia della IX Assemblea generale che si è chiusa nei giorni scorsi (sono 22 i giovani che siedono nel Comitato centrale, organo operativo del Cec formato da 150 membri). Sessualità, relazioni tra uomo e donna, Aids, accoglienza dei portatori di disabilità nella Chiesa, rispetto per la vita umana: questi i temi sui quali i giovani interpellano principalmente le Chiese. Incontrandoli prima dell’Assemblea generale, il pastore Samuel Kobia, segretario generale Cec, ha riconosciuto la difficoltà di “convincere le Chiese ad inviare i giovani” all’assemblea stessa. Questi ultimi, da parte loro, hanno auspicato una “presenza più forte nella vita del Cec”. “Che cosa vi attendete dai giovani all’interno del movimento ecumenico? Sapete bene che essi vengono spesso utilizzati come pretesto per far avanzare alcune agende politiche” ha detto a Kobia una delegata della Federazione universale delle associazioni cristiane degli studenti (Fuace). “Tutte le decisioni di rilievo vengono assunte nel Comitato centrale e in quello esecutivo – ha replicato il segretario generale -. Per questo è importante che voi siate presenti. Oggi, con il sistema decisionale per consenso – ha precisato – ogni voce ha la possibilità di essere ascoltata e tenuta in considerazione nelle deliberazioni. Di conseguenza avete un’opportunità reale di portare la voce dei giovani nel movimento ecumenico. Potete aiutarci a crescere”. La pre-assemblea si era aperta con una celebrazione guidata dai giovani brasiliani e incentrata sulla diversità, attraverso la narrazione dell’episodio biblico della Torre di Babele.