SARDEGNA

Coscienza del proprio ruolo

Famiglia e territorio: in Sardegna, la questione dei pacs ha assunto poco rilievo

Problemi noti ma taciuti. Non meraviglia Linetta Serri, presidente regionale dell’Anci, il poco rilievo che ha assunto in Sardegna la questione dei pacs. “C’è una certa prudenza nelle amministrazioni locali sarde – dice – una forma di rispetto della sensibilità delle comunità.Dei 377 Comuni sardi circa 300 sono sotto i 5.000 abitanti, quelli sopra i ventimila forse non raggiungono la ventina. Gli amministratori, quindi, hanno un rapporto diretto con i cittadini, tra i quali si cerca anche di non creare ulteriori elementi di conflittualità già diffusa nella nostra regione”.Di certo, “ciò che potrebbe spaventare la società isolana – chiarisce Serri – è la presa di coscienza che determinate situazioni di fatto ottengano un riconoscimento ufficiale, e quindi l’amministratore non se la sente di crearsi ulteriori problemi”. Peraltro, aggiunge il presidente regionale dell’Anci, “anche il mondo delle associazioni degli omosessuali e lesbiche in Sardegna agiscono un po’ sottotraccia, escluso Cagliari e Sassari, e non si espongono in attività eclatanti. Da noi non c’è la volontà del farsi riconoscere, ma per un dato culturale ben definito: questi problemi li conosciamo, ne prendiamo atto ma non ne parliamo”.Famiglia risorsa preziosa. Per Pierangelo Sessini, portavoce del Forum delle associazioni familiari della diocesi di Cagliari, il problema è da inserire nella trasformazione dell’impostazione della famiglia sarda “laddove molte famiglie hanno entrambi i genitori che lavorano, mentre noi veniamo da una società nella quale la madre, tendenzialmente, faceva la casalinga.Ora, in nome di una non-discriminazione ho la sensazione che si voglia enfatizzare a tutti i costi un problema che c’è, ma da noi non è vissuto in modo così estremo. Le associazioni cattoliche debbono verificare il valore della famiglia perché si lavora e si ragiona come se la famiglia non esistesse, e si prende la famiglia come un’entità solo bisognosa di aiuto e assistenza”.Questo avviene, “perché ci sono sicuramente delle situazioni difficili – aggiunge Sessini – ma non bisogna mai dimenticare che la famiglia è la prima istituzione ad intervenire nel disagio, nelle tensioni, nella fatica. In Sardegna quanti malati terminali, quante persone anziane, quanti disoccupati sarebbero lasciati soli senza l’aiuto dei parenti; quanti studenti sardi possono studiare solo grazie agli enormi sforzi dei loro familiari” . Le richieste alle istituzioni. Don Pasqualino Ricciu, responsabile della Pastorale familiare della diocesi di Alghero, ribadisce che al centro del discorso c’è la famiglia, quella fondata sul matrimonio, perché di fronte a queste proposte “ci troviamo a non dovere entrare in conflitto ma a riproporre i valori della famiglia per la società”: “Siamo partiti dalle lettere pastorali del nostro vescovo che hanno messo al centro i valori della famiglia come nucleo di evangelizzazione, e da queste siamo giunti a un cammino con la famiglia che annuncia, per arrivare alla famiglia al servizio della carità”.”Per capire quali siano le reali richieste delle famiglie sarde alle Istituzioni – annuncia don Ricciu – tra poco organizzeremo un convegno sulle politiche sociali per la famiglia oggi in Italia. Sono le famiglie che, a fronte di un dibattito per la legittimazione delle unioni di fatto, chiedono che ci sia più attenzione da parte dello Stato, delle Istituzioni, ai bisogni urgenti della famiglia: non considerata solo come oggetto di discussione ma come primo soggetto di diritti, nucleo centrale della vita della società, capace di dialogare ed esprimere consigli e pareri sul proprio futuro, con la coscienza ferma del proprio ruolo fondante”.————————————————————————————–SchedaSolo uno dei 377 comuni della Sardegna, Atzara, in provincia di Nuoro (1310 abitanti) ha istituito, il 20 gennaio 2006, un regolamento e un apposito elenco comunale sulle unioni civili, oltre ad aver aderito alla petizione per l’approvazione di una legge nazionale sui patti civili di solidarietà. Anche in ambito provinciale e di Giunta e Consiglio regionale il tema dei pacs non assume l’importanza che in altri ambiti territoriali ha avuto.(10 marzo 2006)