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L’inquieta anima dell’uomo” “

Si conclude oggi a Berlino l’assemblea dei vescovi della Germania apertasi il 6 marzo con la prolusione del card. Karl Lehmann presidente della Conferenza episcopale tedesca. Ben volentieri pubblichiamo uno stralcio della riflessione che il cardinale ha dedicato alla religiosità in Occidente e quindi, in Europa. “Di giorno in giorno si moltiplicano le voci su un ritorno della religione. Certamente si tratta di qualcosa di molto indefinito, per cui si parla anche del ‘ritorno degli Dei’. Il concetto di religione spesso utilizzato comprende forme di religiosità che rappresentano non raramente delle aberrazioni e figure opposte, come ad esempio i culti satanici. Dagli anni Sessanta e Settanta vi è certamente in Europa una svolta costante in considerazione della posizione della religione nella società. Si pensi soltanto alle religioni giovanili e ai nuovi movimenti religiosi. Dagli anni Ottanta si osserva anche in altre aree del mondo che le religioni tradizionali recuperano importanza in ambito pubblico: la rivoluzione sciita in Iran, il movimento di liberazione fortemente radicato nella religione “Solidarnosc” in Polonia, il ruolo della teologia della liberazione in America Latina. Si parla anche di un “megatrend”, di “rispiritualizzazione”, di un “ritorno del sacro” e di un “nuovo scenario religioso”, oppure anche di “nuove forme culturali religiose”. Certamente, nella misura in cui la scienza si occupa di questo fenomeno, vi sono anche polarizzazioni fondamentali nella valutazione. Vi sono nemici e critici convinti, che in questo scenario vedono il declino, la decadenza o un nuovo “oppio dei popoli”. Il ritorno delle religioni sarebbe, per costoro, un ritorno al demoniaco, al magico, all’arcaico e servirebbe in ultima analisi solo a circoscrivere un secolarismo galoppante , sarebbe una religione senza Dio. Non mancano coloro che nonostante tutte le necessarie e giuste critiche, vedono nella nascita di una nuova religiosità anche in Europa un segno di speranza. Nella ricerca, nel perdersi e nel vagare essi scorgono l’anima inquieta dell’uomo che non può avere pace fino a quando non è presso Dio (S.Agostino). Molte persone, infatti, intraprendono la ricerca di un maggior senso in una vita minacciata pesantemente da una complessità poco comprensibile. Anche nella Chiesa, peraltro, avvertiamo gli effetti di questo scenario modificato. Quando si trovano davanti a catastrofi in cui la scienza e la politica dimostrano la loro impotenza (11 settembre 2001, tsunami etc.), le persone si recano – spesso solo per poco tempo – in massa nelle chiese. Le apostasie sono diminuite particolarmente nell’ultimo anno, il numero delle persone ritornate nella Chiesa è aumentato in modo considerevole anche in Europa. L’anno scorso, con la morte di Giovanni Paolo II, l’elezione di un nuovo Papa del nostro Paese e non per ultima la Gmg di Colonia, hanno creato condizioni favorevoli. Ma sappiamo anche quanto siano ambivalenti questi fenomeni, quanto possano rappresentare solo momenti che possono essere molto contraddittori. Il cammino verso la Chiesa può risultarne ostacolato più di prima. Pertanto, non ci accoderemo a certe tendenze per essere alla moda, anche se le osserveremo con attenzione, ma continueremo ad accompagnare la gente nella ricerca della verità, nel cammino verso la Chiesa, nell’incontro con Dio.