COMUNICAZIONE UE" "

Moltiplicare le fonti” “

L’auspicio del portavoce dell’Assemblea Ue dopo quasi 20 anni di servizio” “

Raccolti gli effetti personali in grandi scatoloni e terminati i bagagli, JOSÉ MANUEL NUNES LIBERATO lascia il suo ufficio al quarto piano del Parlamento europeo a Bruxelles: destinazione la sede della presidenza della Repubblica portoghese. Dopo quasi vent’anni nei palazzi dell’Europa (politiche comuni, direzione relazioni esterne, direttore dei media del Parlamento), il portavoce dell’Assemblea Ue è stato richiamato a Lisbona, in qualità di capo di Gabinetto del neo presidente; in sostanza sarà il primo collaboratore di Aníbal Cavaco Silva. Dopo tanti anni a Bruxelles e Strasburgo, torna dunque nella sua città natale, al servizio del suo Paese… “Sì, per me è una bella occasione, una grande opportunità. Nelle istituzioni europee ho avuto un’ottima esperienza e ora vorrei valorizzarla in Portogallo”. Lei è stato un testimone privilegiato di tante trasformazioni dell’Unione europea: i Trattati degli anni Novanta, la moneta unica, l’allargamento, la fase di stesura della Costituzione. Fino alla crisi attuale. Come vede il cammino dell’Ue? “Una costruzione con 25 Paesi, aperta a nuovi ingressi, è certamente complessa. L’Unione è una grande sfida, ma sono convinto che siano prevalenti gli elementi che uniscono rispetto a quelli che dividono”. Il Parlamento, del quale è stato portavoce negli ultimi 20 mesi, è l’unica istituzione Ue eletta dai cittadini. I suoi poteri sono cresciuti (codecisione, bilancio…), eppure non sempre se ne avverte l’efficacia. “Il Parlamento è l’istituzione democratica per eccellenza nell’Ue ed esercita i suoi compiti in rappresentanza dei cittadini. Si è detto che nel 2004 solo il 45% degli elettori dei 25 Stati membri si è recato ai seggi per rinnovare l’Europarlamento. Ma ricordiamoci che i votanti sono stati ben 150 milioni, più di quelli che hanno eletto il presidente americano. Certo, non si può essere soddisfatti di questo risultato: occorre avvicinare la gente al Parlamento e viceversa. C’è molto lavoro da fare: troppo spesso le istituzioni sono state lontane dalle persone e dalla vita quotidiana. Però devo dire che le ultime manifestazioni svoltesi a Strasburgo, davanti al Parlamento, la più importante delle quali sulla direttiva servizi, dimostrano che si rafforza la percezione della concretezza delle decisioni assunte dagli organismi comunitari”. Diventa della massima rilevanza la capacità di “comunicare l’Europa”. Soprattutto dopo il “no” francese e olandese sulla Costituzione, sono state pensate nuove linee di azione: il Piano D da parte della Commissione, oppure la risoluzione Duff-Voggenhuber votata a gennaio dagli eurodeputati… “Credo che questa sia ormai una convinzione consolidata. La comunicazione è una preoccupazione costante a livello europeo. Con ciò s’intende la volontà di rendere trasparente, e poi efficace, il processo decisionale, di mostrare ai cittadini i motivi per cui si assumono delle decisioni, gli obiettivi delle politiche comunitarie, la loro rilevanza per la gente”. La risoluzione Duff-Voggenhuber si propone di rilanciare la Costituzione: potrebbe favorire la partecipazione dei cittadini alla fase costituente? “Il Parlamento ha così inteso trasformare la pausa di riflessione decretata dal Consiglio europeo del giugno 2005 in una opportunità: non si deve dormire, in questa fase; è invece opportuno moltiplicare gli incontri, i dibattiti a livello periferico, coinvolgendo i Parlamenti nazionali, i cittadini, i mass media. Bisogna discutere dei veri problemi legati non solo al testo Costituzionale, ma anche al contesto europeo, per far crescere il sostegno attorno al processo di integrazione”. Torniamo al suo ufficio. Quali strategie comunicative sta privilegiando il Parlamento? I media informano con efficacia sui lavori parlamentari? “Ci siamo dotati di strumenti moderni e di tecnologie efficaci. Certo, con Internet la comunicazione dell’Ue ha fatto un salto di qualità e mediante il portale dell’Unione si ha facile accesso alle informazioni, alla documentazione. Il nostro impegno è di moltiplicare le fonti di informazione; oltre a quanto si produce per la sala stampa (comunicati, briefing, seminari), stiamo mettendo a punto un servizio di web/tv, il cui prototipo si dovrebbe sperimentare entro la fine di quest’anno. C’è poi la volontà di moltiplicare le notizie, non solo i mezzi: appare ad esempio sempre più importante informare su ciò che avviene nelle commissioni parlamentari. Per quanto riguarda i media, devo rilevare una buona collaborazione con tutti, un’attenzione crescente verso l’Ue. Ovviamente non manca chi è interessato a mettere in risalto solo i contrasti o a cercare piccoli scandali. Ma in genere l’informazione è di ottima qualità”.