Il primate della Chiesa irlandese, l’arcivescovo Sean Brady, ha annunciato il 13 marzo che i vescovi cattolici dell’Irlanda del Nord – riuniti a Maynooth per l’Assemblea generale – si sono dichiarati totalmente disponibili perché sia fatta chiarezza sui casi sospetti di pedofilia che hanno per protagonisti sacerdoti e religiosi. È dal 2005, con la pubblicazione di un documento dal titolo “Our Children: Our Church” che la Chiesa cattolica sta lavorando in questa direzione, collaborando con il Dipartimento dei servizi sociali, la polizia e una serie di altre organizzazioni che si occupano di cura e tutela dei minori. Secondo alcuni dati resi noti oggi dalla Conferenza episcopale irlandese, dal 1965 ad oggi, su 2000 preti diocesani, 47 sono le “accuse non accompagnate da prove” di abusi sessuali su minori che ricadono sul clero. Riguardo invece ai religiosi (3200), sono 34 le accuse nei loro confronti. “Il benessere e la protezione dei bambini e degli adulti vulnerabili – ha detto l’arcivescovo Brady – sono una priorità per la Chiesa cattolica in Irlanda” Oltre ad informare sulla piena disponibilità da parte dei vescovi perché sui casi in questione sia fatta massima chiarezza, l’arcivescovo ha ricordato che già “molte parrocchie” stanno collaborando: 40 hanno addirittura costituito dei comitati di tutela dei minori. Infine, l’arcivescovo Brady ha annunciato che la Chiesa si farà promotrice di un seminario a Belfast sulla protezione dei minori e la cura delle vittime di abusi.