Impegno politico: ritrovare i legami” “

Misurato sul tasso di adesione ai partiti, l’impegno politico in Francia appare doppiamente fragile: più debole rispetto agli equivalenti europei, anch’essi in declino, e più debole delle altre forme di aggregazione collettiva. Tra il 1970 e la fine degli anni Novanta, la Francia è il Paese europeo ad aver conosciuto il più alto numero di abbandoni tra gli aderenti ai partiti: quasi i due terzi. Ad oggi essi rappresentano meno del 2% del corpo elettorale. Quanto alle altre forme di impegno, il tasso degli iscritti ai sindacati si è stabilizzato intorno all’8% della popolazione attiva (si tratta, per oltre la metà, di funzionari o impiegati pubblici), mentre tocca il 45% la percentuale degli aderenti ad una o più associazioni, per lo più sportive o culturali. Per Pierre Lefébure, ricercatore al “Laboratorio di comunicazione e politica” di Parigi, “l’impegno politico figura al gradino più basso della scala degli impegni collettivi”, probabilmente “a causa della sempre più debole capacità di attrazione delle organizzazioni politiche, conseguenza del discredito relativo agli scandali finanziari scoperti a partire dalla fine degli anni Ottanta”, e “del diffuso convincimento che le differenze” tra i partiti “sono sempre meno marcate”. Lo studioso individua altresì dei “fattori interni”. Fra questi, “lo sgretolamento di ciò che si chiama la retribuzione materiale e soprattutto simbolica della militanza, nella misura in cui le organizzazioni si specializzano ed emarginano l’aderente generalista di base”, e “le aspettative relazionali sempre meno soddisfatte”. Per quanto riguarda, ad esempio, il Fronte nazionale, spiega Lefébure, “la sensazione di trovarvi una seconda famiglia aveva contato molto nella scelta dei militanti”. Ulteriore fattore di crisi, l’ipotesi di una “politicizzazione sempre più reattiva e negativa ( contro piuttosto che a favore di)” che contribuisce alla diffusione di “un impegno più sporadico e di protesta che non costante e a lungo termine”. Invertire questa tendenza comporta, secondo Lefébure, “la capacità delle organizzazioni di stabilire un legame sociale con il territorio” anche se “l’immaginario dell’azione e l’orizzonte dei valori che motivano l’impegno mal si adattano al localismo e al particolarismo, laddove anche il terreno d’azione si rivela di fatto ristretto”. “L’impegno – conclude lo studioso – abita più una dialettica dell’immaginario collettivo e dell’implicazione personale che un adeguamento ai livelli territoriali o alle tecnologie disponibili”.