FRANCIA" "

Insegnamento cattolico: un esame di coscienza” “

“Oggi, che i mutamenti pedagogici sono particolarmente rapidi, è indispensabile rivedere periodicamente l’originale vocazione dell’insegnamento cattolico nel Paese e le sue modalità di risposta”. E’ quanto afferma l’arcivescovo di Marsiglia, card. Bernard Panafieu, proponendo a dieci anni dall’approvazione degli statuti attualmente in vigore nell’insegnamento cattolico in Francia, una riflessione di fondo sulla natura e le finalità di “un insieme educativo sempre più complesso”. Un confronto, quello auspicato dal presule, da attuarsi “in un clima di fiducia e concertazione evitando di coltivare sistematicamente il sospetto”, nella convinzione che “la presenza di istituti scolastici non rivali ma piuttosto complementari con l’istruzione pubblica, che apportano la loro nota originale fondata sulla Parola di Dio e sull’esperienza cristiana”, sia “un’opportunità per il Paese e per la Chiesa cattolica”. Il presule non si nasconde le imperfezioni e le manchevolezze dell’insegnamento cattolico il cui “carattere specifico viene a volte banalizzato”, il clima sociale “avvelenato”, la dimensione spirituale “offuscata”. Non può tuttavia andare perduto, avverte, “ciò che costituisce l’originalità della formazione che esso offre e che ne giustifica l’esistenza e il sostegno da parte di numerose famiglie”. “Non possiamo accettare – insiste l’arcivescovo di Marsiglia – che la scuola cattolica smarrisca la sua anima; ma come può essere definita fedele alle sue origini e alla sua storia se non è un’autentica comunità educante, se non onora la dimensione spirituale dell’uomo, se non apre alla questione di Dio e non propone la fede in Cristo come senso della vita?”. Secondo il card. Panafieu, ulteriori peculiarità dell’insegnamento cattolico devono essere “l’attenzione ai più svantaggiati e l’accoglienza senza discriminazioni dei giovani”; in sintesi “esso deve inscriversi in un clima fondato sulle Beatitudini”. Anch’esso, prosegue l’arcivescovo di Marsiglia, “conosce i problemi di ogni istituzione cristiana nel contesto di una società pluralista e secolarizzata, ed è parimenti affetto dalla sindrome di fragilità che tocca le grandi istituzioni del nostro Paese, in particolare l’istruzione statale”. Una realtà che per il card. Panafieu “richiede il coraggio della fede, l’inventiva pedagogica, la forza delle convinzioni. Essa richiede, soprattutto, la volontà di lavorare insieme in un clima di fiducia e serenità”.