Sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung (16/3) viene pubblicato un commento a firma G.H. sui risultati di un nuovo studio sull’andamento demografico in Germania, che evidenziano come le regioni più svantaggiate economicamente siano quelle maggiormente colpiti dal calo delle nascite. Ciò riguarda particolarmente i Länder dell’ex DDR e il Saarland e la zona della Ruhr, interessati peraltro da una forte migrazione di giovani e di lavoratori qualificati, per lo più Baden Württemberg e Baviera;rimangono quindi solo anziani, disoccupati e lavoratori con basse qualifiche. “ Le prove incontestabili del fatto che il nostro Paese ha un problema demografico sono diventate socialmente accettabili da poco tempo. […] Il pericolo è noto da tempo anche se non stava bene parlarne. Perché non c’è niente di più difficile che ammettere che un’intera società è sulla strada sbagliata. […] Dagli anni Sessanta in poi gli interessi dei singoli sono passati sempre più in primo piano. Si sono affermate le tendenze più diverse: la lotta per la legalizzazione e l’accettazione sociale dell’aborto, l’obiettivo di avere forze lavoro a basso costo e la concentrazione del lavoro nei luoghi più attraenti o maggiormente coperti da sovvenzioni. Sotto questi aspetti, l’unità tedesca non è affatto riuscita. Una politica che non è più in grado di realizzare il dettato costituzionale dell’uguaglianza delle condizioni di vita, non può opporre niente alla desolazione di intere porzioni di Paese. Ma là dove i giovani vanno via, giovani donne ambiziose ancora più dei loro coetanei, il tasso demografico diminuisce ulteriormente, senza aumentare in altre zone. Perché le località che li attraggono hanno molti aspetti in opposizione alla decisione di formare una famiglia: la pressione sul lavoro, abitazioni più piccole, il costo della vita più alto. E in questi luoghi non nasce neanche il parere secondo cui sia possibile invertire rapidamente questa pericolosa tendenza: se almeno lo si decidesse“. Studenti in piazza. Tutti contro il Contrat premiere embauche (Cpe), uno dei provvedimenti della legge introdotta dal Premier Dominique de Villepin che estende a due anni il periodo di prova per i neoassunti. Alla delicata questione, il quotidiano cattolici La Croix (15/3) dedica l’editoriale della prima pagina a firma di Dominique Gerbaud. “ Giovani per la strada, è la paura di ogni governo. Averli contro di sé, è una verità odiosa. Il fatto è che nessun governo ha mai affrontato un vero e proprio faccia a faccia con la gioventù. I politici esitano tra fermezza e demagogia, passano spesso tra un estremo all’altro e non sanno come cavarsela. Prima di tutto perché non hanno mai, per definizione, di fronte a sé gli stessi giovani e la crisi del sindacalismo studentesco li priva di leader riconosciuti con i quali poter discutere e negoziare. E poi perché i giovani non hanno la stessa cultura politica, gli stessi riferimenti e lo stesso senso del compromesso. E infine, perché i politici hanno pochi contatti con loro, li conoscono male e li trattano come categoria a parte“. Al centro delle manifestazioni c’è il Contrat premiere embauche (Cpe). “ L’opposizione a questo contratto – riflette Gerbaud – è la traduzione di una rivolta contro le diverse forme di precarietà di cui i giovani sono vittime e l’espressione di una collera latente…Nessuno può dire – in quanto i giovani sono politicamente imprevedibili – se l’ebollizione si potrà trasformare in esplosione. O in nuova rassegnazione“. “ Benedetto invitato a visitare la Gran Bretagna in autunno 2007“. Il titolo campeggia a tutta pagina sul settimanale cattolico inglese “ The Catholic Herald“. I corrispondenti da Roma, Simon Caldwell e Edward Pentin scrivono: “ l’iniziativa è stata annunciata in un comunicato diffuso lunedì dall’ufficio del card. Cormac Murphy-O’Connor…Alcune ore più tardi, il card. Keith O’Brian, arcivescovo di St. Andrews e Edinburgo e presidente della Conferenza dei vescovi scozzesi ha annunciato che desidererebbe dare il benvenuto al Papa anche in Scozia. Un portavoce del card. O’Connor ha detto nel comunicato che ‘è troppo presto per dire in che cosa consisterà la visita o quando verrà effettuata, dati gli impegni del Papa e i molti inviti che ha già ricevuto da tutto il mondo”. Anche “la Conferenza dei vescovi di Irlanda si è affrettata a presentare invito formale al Papa ed in modo ufficioso si stanno compiendo sforzi per portare il Papa in Irlanda del Nord, visita evitata da Giovanni Paolo II dei problemi che al tempo una simile visita avrebbe potuto provocare“. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1460 N.ro relativo : 20 Data pubblicazione : 17/03/2006