Proseguono in Turchia violenze ed intimidazioni ai danni della comunità cristiana. E’ del 14 marzo la notizia, rilanciata dall’agenzia Asianews, di un’aggressione alla chiesa di Mersin. Secondo quanto riferito ai giornalisti, nel corso di una conferenza stampa, dai frati della parrocchia, “questa azione rientra in una campagna violenta tesa ad allontanare i fedeli cristiani dal Paese”. “Abbiamo presentato ha affermato padre Hanri Leylek – un documento sull’aggressione alla chiesa, nel quale si sostiene che il giovane non è venuto per rubare, ma per creare terrore e si chiede alla polizia di indagare sui motivi dell’aumento di questi attacchi alla Chiesa e ai luoghi cristiani. Non si tratta sottolinea – di gesti di pazzi solitari, ma atti di un’organizzazione che vuole spaventare i fedeli per farli allontanare dalla Chiesa. Qui ci sono ragazzi che da due giorni non vengono a scuola e famiglie preoccupate. Si mira all’intimidazione del diverso, ma i cristiani non sono diversi, non vengono da fuori, sono turchi essi stessi”. Con la città, invece, “non c’è alcun problema: qui c’è amore tra cristiani e musulmani, abbiamo avuto tanta solidarietà in occasione dell’uccisione di don Andrea e di altri episodi dei quali siamo stati vittime; anche la polizia, quando viene chiamata, arriva rapidamente, in 3 o 4 minuti. Il fatto è che i cristiani non sono un corpo estraneo alla popolazione, non sono persone venute da fuori, sono figli di questa terra e tutti lavorano per il bene della nazione, che è il loro stesso bene. Anche la nostra chiesa è stata costruita 150 anni fa”.