Italia: la Chiesa e le elezioni politiche ” “

“Il nostro atteggiamento” è “quello di non coinvolgerci, come Chiesa e, quindi, come clero e come organismi ecclesiali, in alcuna scelta di schieramento politico o di partito, e allo stesso tempo di riproporre agli elettori e ai futuri eletti quei contenuti irrinunciabili, fondati sul primato e sulla centralità della persona umana, da articolare nel concreto dei rapporti sociali, e sul perseguimento del bene comune prima di pur legittimi interessi particolari, che costituiscono parte essenziale della dottrina sociale della Chiesa”. Questa è la posizione della Chiesa italiana in vista delle elezioni politiche che si terranno il 9 e il 10 aprile. A ribadirla è stato il card. Camillo Ruini, presidente delle Conferenza episcopale italiana, aprendo lunedì 20 marzo a Roma il Consiglio permanente della Cei. Il cardinale ha chiesto una “speciale attenzione” per “alcune fondamentali tematiche antropologiche ed etiche, come quelle del rispetto della vita umana dal concepimento al suo termine naturale e del sostegno concreto alla famiglia legittima fondata sul matrimonio”. A questo riguardo, il presidente della Cei ha espresso preoccupazione per i segnali che giungono da “vari Consigli regionali, dove sono state presentate, e in qualche caso approvate, proposte riguardanti le unioni di fatto che equiparano in larga misura i loro diritti a quelli delle famiglie legittime: alcune di queste proposte puntano inoltre ad essere trasferite al Parlamento nazionale, per diventare legge dell’intero Paese”. Nella prolusione il cardinale ha parlato anche del “vivace dibattito” che si è sviluppato in Italia nelle ultime settimane su “un eventuale insegnamento della religione islamica nelle scuole pubbliche”. “Vale per tutti – ha detto – il diritto alla libertà religiosa” e quindi “in linea di principio non appare impossibile l’insegnamento della religione islamica”. A patto però che l’insegnamento di questa materia come d’altronde di qualsiasi altra materia non sia in “contrasto nei contenuti rispetto alla nostra Costituzione, ad esempio riguardo ai diritti civili, a cominciare dalla libertà religiosa, alla parità tra uomo e donna e al matrimonio”. Nel suo discorso il cardinale ha poi passato in rassegna alcune delle situazioni internazionali più difficili (Iraq, Terra Santa, Iran, Nigeria, Filippine) ed ha detto: “Le notizie che giungono dalle aree più a rischio mostrano quanto sia necessario e urgente l’impegno per la pace”.