CONSIGLIO EUROPEO" "

Rilancio o sosta rischiosa?” “

È urgente passare dai buoni propositi ai risultati ” “

In una problematica fase di riflessione sull’intero percorso comunitario – Costituzione, identità e confini, bilancio – il Consiglio europeo di primavera, tradizionalmente dedicato ai temi economici, potrebbe fornire un’occasione di rilancio oppure portare a un nuovo, rischioso, stop per l’Ue. Per tale ragione gli occhi sono puntati sul palazzo Justus Lipsius di Bruxelles, sede del Consiglio, dove si ritroveranno giovedì 23 e venerdì 24 marzo i capi di Stato e di governo dei paesi membri e di quelli candidati all’adesione. UNA GRANDE OPPORTUNITA’ “Il Consiglio di primavera rappresenta una grande opportunità”. JOSÉ MANUEL BARROSO, presidente della Commissione, alla vigilia del vertice ha indirizzato una lettera alla presidenza di turno austriaca dell’Ue e agli altri leader politici. La missiva riprende la Relazione annuale sui progressi nell’attuazione della Strategia di Lisbona (competitività economica, nuovi posti di lavoro “di qualità”, formazione, ricerca, innovazione, coesione sociale), presentata dall’Esecutivo a gennaio. Tale strategia, messa a punto nel 2000 per fare dell’Europa “l’economia basata sulla conoscenza più competitiva al mondo entro il 2010”, era stata ridisegnata durante il summit primaverile del 2005. Barroso ribadisce ai governi quattro tematiche prioritarie: anzitutto “sono essenziali maggiori investimenti nell’educazione e nella ricerca”; occorre eliminare le costrizioni per le piccole e medie imprese; è necessario “promuovere l’occupazione per persone di ogni età”; infine, bisogna intraprendere una strada comune verso una “energia sostenibile, competitiva e sicura”. “In un mondo globalizzato – aggiunge Barroso – misure nazionali frammentate non possono mai sostituire la dimensione europea, che è essenziale per un’economia moderna”. È tempo di “mostrare che stiamo traducendo gli obiettivi politici in azioni concrete”. GIOVANI: UN’OCCUPAZIONE ENTRO SEI MESI. Nel campo della ricerca, la Commissione insiste affinché gli stati membri accrescano gli investimenti fino a raggiungere “l’obiettivo comune del 3% del Pil nel 2010”. Barroso ribadisce la convinzione che sia opportuno avviare entro il prossimo anno l’Istituto europeo di tecnologia per favorire l’innovazione. Nel capitolo relativo alle imprese, si insiste per una serie di provvedimenti che ne “liberino le potenzialità”, a partire dalla riduzione della burocrazia. Nella Relazione di gennaio si chiedeva l’istituzione “di corsi d’imprenditorialità come parte del programma scolastico per tutti gli alunni”. Molteplici le idee della squadra Barroso sul versante del lavoro: “Per accrescere il tasso di occupazione e finanziare le pensioni e l’assistenza sanitaria di una popolazione che invecchia, gli Stati membri dovranno adottare in materia di lavoro un’impostazione a durata di vita”. “A ogni giovane che non trova lavoro dopo aver lasciato la scuola o l’università si dovrà offrire un posto, un tirocinio o formazione supplementare in un lasso di tempo di sei mesi entro la fine del 2007 e di 100 giorni entro il 2010”. E ancora, sul piano socio-familiare, servono “infrastrutture non costose e di alta qualità per la custodia dei bambini”, “una maggiore parità tra i sessi sul lavoro”, “equilibrio tra professione e vita privata”. Quasi un album dei sogni… IL NODO DELLE FONTI ENERGETICHE. Particolarmente rischioso il capitolo-energia, specialmente dopo le recenti vicende di fusioni societarie e provvedimenti protezionisti che hanno toccato Germania, Francia, Italia, Spagna, Belgio. Nella Relazione che la Commissione sottoporrà al vertice, si evidenzia (come è stato ribadito con il recente Libro verde sulle fonti energetiche) l’urgenza di “affrontare le sfide costituite dal continuo rincaro dei prezzi del petrolio e del gas e dalla necessità di ridurre drasticamente l’inquinamento”, rivolgendo ai leader Ue un messaggio preciso: “L’energia è un problema globale, che richiede una risposta europea”. A questo scopo si dovrà: “coordinare meglio i sistemi di reti elettriche e di gasdotti”; “regolamentare efficacemente i mercati dell’energia e potenziare la concorrenza”; “prevedere inasprimenti fiscali per promuovere l’impiego di energia sostenibile e per incrementare la ricerca sulle fonti rinnovabili”. Infine “l’Europa deve parlare a una sola voce nelle trattative con i fornitori esterni, che ci approvvigioneranno di energia in quantitativi sempre maggiori”. BILANCIO, POLITICA ESTERA. Nel corso del vertice potrebbero infine emergere altri temi scottanti, quali: la direttiva servizi, dopo il compromesso raggiunto in Parlamento; le Prospettive finanziarie 2007-2013, per le quali manca un accordo definitivo; alcuni problemi di politica internazionale, fra cui le elezioni in Bielorussia e la situazione mediorientale. Non mancherà un cenno alla politica euromediterranea, in vista della sessione dell’Assemblea parlamentare Euromed del 26 e 27 marzo.