COMECE

Una presenza attiva

Assemblea plenaria: rinnovato impegno per l’Europa

È mons. ADRIANUS VAN LUYN , vescovo di Rotterdam, il nuovo presidente della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea). Salesiano, alla guida della diocesi della città olandese dal 1993, van Luyn guiderà l’organismo ecclesiale nel prossimo triennio, affiancato da due vicepresidenti: mons. DIARMUID MARTIN , arcivescovo di Dublino (Irlanda), e mons. PIOTR JARECKI , vescovo ausiliare di Varsavia. DIALOGO INTERCULTURALE, QUESTIONI SOCIALI. L’assemblea plenaria Comece, si è conclusa venerdì 24 marzo dopo tre giorni di riflessioni “particolarmente dedicate – ha spiegato il neo presidente – al dialogo interculturale e interreligioso”. I vescovi, ha chiarito van Luyn, hanno steso una dichiarazione “per contribuire al dibattito sull’avvenire dell’Ue, che verrà resa nota il 9 maggio”, giorno della Festa d’Europa. Hanno inoltre stabilito di organizzare un evento speciale nel marzo 2007 a Roma, “per celebrare il cinquantesimo anniversario della firma dei Trattati istitutivi della Cee”. Sono quindi previste “diverse iniziative per preparare e partecipare al 2008, anno che l’Ue intende dedicare al dialogo interculturale”. Mons. van Luyn ha poi elencato “alcuni punti nodali” che segneranno la sua presidenza: fra questi spiccano “le principali questioni sociali del momento, la promozione dei diritti delle persone, della libertà religiosa e della dignità umana, nonché le tematiche etiche. Vorrei che tornassimo a riflettere sul bene comune europeo, anche in risposta alle riemergenti tendenze nazionaliste che si respirano nel continente”. POSIZIONE COMUNE CON LE ALTRE FEDI RELIGIOSE. Mons. JOSEF HOMEYER , presidente uscente della Comece dopo un mandato di 13 anni, ha presentato, nel corso dell’assemblea, ad HANS WINKLER , segretario di Stato per gli affari esteri dell’Austria (Paese alla presidenza di turno dell’Ue) “le iniziative Comece per promuovere il dialogo tra le culture e le differenti fedi religiose presenti nel continente”. Winkler ha “accolto positivamente” le “proposte costruttive”, assicurando di portarle all’attenzione del Consiglio dell’Unione europea. Fra le proposte si rileva “l’intenzione di stendere una dichiarazione comune con le altre confessioni cristiane, gli ebrei e i musulmani, sulla libertà di espressione e il rispetto delle convinzioni religiose”. La discussione avvenuta in assemblea aveva preso le mosse dalla vicenda delle caricature sul profeta Maometto pubblicate da vari giornali europei, che avevano scatenato violente proteste e manifestazioni in vari paesi a maggioranza islamica. Si prevede inoltre “la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc sul tema delle relazione fra Ue e Stati a maggioranza musulmana”: ne dovrebbe emergere un rapporto che verrà preso in analisi dai vescovi europei nel corso della sessione plenaria di primavera 2007. “Tali iniziative – hanno spiegato mons. Homeyer e mons. van Luyn – vanno intese come contributi all’anno del dialogo interculturale che sarà celebrato nel 2008”. I CINQUANT’ANNI DELLA COMUNITÀ EUROPEA. Grande attenzione è stata posta nel corso della tre-giorni brussellese alla situazione dell’integrazione europea, anche alla luce delle difficoltà attuali e dello stop alla Costituzione. A tale proposito, mons. HIPPOLYTE SIMON , già vicepresidente Comece e vescovo di Clermont-Ferrand, ha spiegato che “i vescovi hanno deciso di promuovere un congresso a Roma, nei giorni 23 e 24 marzo 2007, proprio alla vigilia del cinquantesimo della firma dei Trattati istitutivi della Comunità economica europea” (25 marzo 1957). In questo modo “vorremmo invitare a riflettere sull’Ue e i suoi valori dopo questo mezzo secolo di cammino comune”. “Di solito – ha spiegato al Sir mons. Simon – si pone l’accento sui momenti di crisi dell’Europa comunitaria. Ma sappiamo che vi sono anche molti risultati positivi: si pensi alla pace, allo sviluppo economico, all’integrazione culturale, all’allargamento verso Est… Noi vorremmo proprio soffermarci a rivalutare tali obiettivi raggiunti, senza negare le difficoltà presenti, ma guardando avanti con fiducia”. Per preparare l’avvenimento di Roma, “organizzeremo una conferenza preparatoria a Clermont-Ferrand dal 9 all’11 ottobre prossimi”. RUOLO E STRUTTURE DI CCEE E COMECE. Un altro tema che ha impegnato i vescovi è quello relativo al “ruolo e alla struttura dei due organismi ecclesiali presenti in Europa”: il Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee, rappresentato all’incontro dal presidente mons. AMÉDÉE GRAB e dal segretario generale mons. ALDO GIORDANO ) e la Comece. A questo riguardo, Homeyer ha chiarito che “il quadro europeo si è profondamente modificato nel corso degli ultimi 15 anni”. La caduta del “muro di Berlino” e la “riunificazione” dell’Europa, “richiedono che anche gli organismi ecclesiali rivedano i propri compiti, approfondendo la stretta collaborazione già in atto, senza negare la possibilità di ripensare anche le loro stesse strutture, in senso di una maggiore unità di intenti”.