REGNO UNITO

Crescono i movimenti

Pentecostali e carismatici ricevono sempre più consensi

Sono 38 mila le chiese in Inghilterra e Galles: delle 1000 nuove nate negli ultimi setti anni, metà appartengono al movimento pentecostale e metà a quello carismatico. È quanto emerge da una ricerca condotta dalla società di sondaggi “Christian Research”, secondo la quale sono in calo le denominazioni più tradizionali, metodismo e Chiesa di Inghilterra, a differenza di questi movimenti più recenti nati all’inizio del 1900. E le Chiese cattoliche? Sono nate laddove si registra un forte movimento di immigrazione da Polonia, Croazia e Filippine. Abbiamo chiesto a mons. ANDREW FALEY , assistente segretario generale della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, di commentare il sondaggio della “Christian Research”. Che rapporti ci sono tra la Chiesa cattolica e il movimento pentecostale in Inghilterra? “Penso che il movimento pentecostale e quello carismatico possano dare molto alla Chiesa cattolica. È un peccato che non esista con questa denominazione un canale di dialogo ufficiale come quello che il Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani ha avviato con la Chiesa di Inghilterra, attraverso la commissione “Arcic”, con le Chiese ortodosse e con le Chiese riformate unite. La difficoltà più grande del dialogo con i pentecostali è avere un referente unico in un movimento diviso in tante Chiese minori”. Quali sono le differenze sostanziali con la Chiesa cattolica e quali, invece, i nodi che più vi preoccupano? “La Chiesa cattolica si trova in difficoltà quando l’opera di evangelizzazione di questi movimenti diventa troppo invadente, quando si fanno offerte di denaro o di posti di lavoro come incentivi ad entrare a far parte della comunità pentecostale. La spiritualità pentecostale è diversa da quella cattolica: pone un accento maggiore sulla relazione individuale del credente con Dio e un’importanza minore data alla comunità rispetto alla tradizione cattolica”. La Chiesa cattolica in Europa non può non dare il suo benvenuto alle nuove chiese cattoliche di immigrazione. Ma, dalla vostra esperienza, avete ravvisato dei rischi possibili di questo nuovo “trend”? “Alcune comunità di immigrazione che arrivano qui in Inghilterra con i loro sacerdoti, fanno fatica a fare riferimento al vescovo cattolico della zona e tendono a dare vita ad una comunità autonoma e indipendente dalla diocesi. Ma l’autorità del vescovo locale su ogni nuova comunità cattolica e sulla liturgia usata da quest’ultima è di importanza cruciale. In alcune zone isolate dell’Inghilterra nord-orientale, dove è difficile trovare una chiesa cattolica, gli immigrati ricorrono alla denominazione anglicana. Questa Chiesa alla quale appartiene il 90 per cento della popolazione inglese ha una presenza capillare sul territorio. Credo che questo sia un esempio concreto di ecumenismo al quale diamo il benvenuto”. Rowan Williams in autunno dal PapaL’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams incontrerà Benedetto XVI il prossimo autunno. “La mia visita in Vaticano rappresenta una opportunità per continuare la ricca tradizione di scambi tra Canterbury e Roma, per riflettere sui passi fatti in questi 40 anni e sul futuro delle nostre relazioni”, ha affermato l’arcivescovo in una dichiarazione diffusa da Londra. L’occasione dell’udienza in Vaticano è rappresentata dal 40° anniversario della visita “storica” fatta a Paolo VI, nel 1966, dall’arcivescovo Michael Ramsey. Quel momento fu suggellato da una Dichiarazione comune, ha aggiunto Williams, in cui Roma e Canterbury espressero la propria determinazione ad intraprendere “un serio dialogo fondato sullo Spirito e sulle comuni tradizioni, al fine di arrivare all’unità”.