“È una decisione che rende chiarezza giuridica al commercio internazionale dei prodotti agricoli, oltre che ad essere in linea con la normativa Ue”. È il commento del Commissario europeo all’Ambiente, Stavros Dimas, in merito all’accordo raggiunto in seno al Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza (Mop3), il cui terzo incontro tra le 132 Parti contraenti si è recentemente concluso nella città brasiliana di Curitiba. Essendo il Protocollo l’unico Trattato internazionale che disciplina il commercio transfrontaliero degli organismi geneticamente modificati (Ogm) – ed essendo tra gli altri firmatari oltre all’Unione Europea anche gli Stati Uniti e la Russia – la decisione di Curitiba è fondamentale in quanto rafforza i requisiti minimi necessari per l’identificazione e l’esportazione degli Ogm. In particolare – anche grazie al ruolo decisivo del Brasile e dell’Ue che hanno consentito il raggiungimento di un largo consenso – le parti si sono impegnate: a potenziare le capacità di biosicurezza nei Paesi in via di sviluppo; ad analizzare più nel dettaglio i rischi legati agli Ogm; a scambiarsi informazioni all’interno della “Camera di compensazione telematica”.