DIRITTI UMANI
Violazione: una realtà lancinante per milioni di persone nel mondo
La “necessità di compiere maggiori sforzi per combattere la discriminazione, integrare gli immigrati e le minoranze nazionali”, il “pericolo di un’eventuale diminuzione degli standard nella lotta al terrorismo internazionale” e i diversi conflitti presenti oggi in Europa. Sono alcune delle raccomandazioni del V rapporto annuale della Commissione per i diritti umani (gennaio 2004-marzo 2006) insieme al rapporto di fine mandato presentati il 30 marzo da ALVARO GIL ROBLES , che ha concluso il 31 marzo, dopo sei anni e mezzo di attività, il suo compito di commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa: “Lascio le mie funzioni con un sentimento da una parte di soddisfazione per il lavoro compiuto, ma anche di dispiacere vista l’enorme quantità di cose che rimangono da fare”. Nella sede di Strasburgo dell’organizzazione che raccoglie 46 Stati membri, ha presentato un rapporto in cui ripercorre iniziative, segnala successi e indica “problemi rimasti in sospeso” nel campo dei diritti umani. La realtà continentale fotografata nel documento comprende varie questioni giuridiche, socio-politiche e culturali e si pone anche l’accento sui diversi conflitti presenti oggi in Europa, nei confronti dei quali viene chiesta maggiore attenzione: durante il suo mandato, Gil Robles ha dedicato molte attenzioni ai Balcani, all’Ucraina, alla Bielorussia e alle ex repubbliche sovietiche. Il nuovo commissario, lo svedese Thomas Hammarberg, ex segretario generale di Amnesty International, della Fondazione Olof Palme e di Save the Children, prenderà il suo posto il 3 aprile. Ecco alcune considerazioni contenute nel rapporto. DIRITTI VIOLATI ANCHE IN EUROPA . “Se c’è qualcosa che appare chiaro alla fine del mio mandato – scrive Gil Robles nel suo rapporto di fine mandato – è che la violazione quotidiana dei diritti dell’uomo rimane una realtà lancinante per milioni di persone nel mondo. E’ l’Europa non è estranea a questa realtà”. Nel 2004 sono stati visitati ufficialmente dalla Commissione per i diritti umani 8 Paesi europei (Lussemburgo, Danimarca, Svezia, Croazia, Russia, Gran Bretagna, Svizzera e Liechtenstein), 4 nel 2005 (Spagna, Italia, Islanda, Francia). E numerose sono state le visite di contatto meno formali e le raccomandazioni. Tra i tanti Paesi visitati… In FRANCIA , durante le visite a centri di detenzione, commissariati, centri per migranti irregolari, ospedali psichiatrici e centri per le vittime di violenza domestica, si sottolinea “il sovraffollamento e le cattive condizioni di vita nel sistema penitenziario, le risorse insufficienti e l’eccessiva proliferazione di leggi che indebolisce il lavoro dell’autorità giudiziaria”. Ma anche il “trattamento degli stranieri in arrivo, comprese le condizioni inadeguate dei centri per i migranti irregolari e le difficoltà per avere accesso alla richiesta di asilo”. In ITALIA , la Commissione ha visitato i centri di permanenza temporanea per gli immigrati in arrivo, tra cui quello dell’isola di Lampedusa, ma anche le carceri minorili, le prigioni, un ospedale psichiatrico giudiziario, centri per richiedenti asilo, campi nomadi e un centro per le vittime di violenza domestica. “La mancanza di trasparenza nelle procedure” nel centro di Lampedusa, in particolare, ha portato il Commissario a chiedere al Ministro dell’interno italiano la presenza permanente dell’Unhcr (Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati), con accesso al centro in qualsiasi momento. Richiesta accolta. Stesse preoccupazioni per il trattamento degli stranieri che arrivano in SPAGNA , soprattutto in Andalusia, nelle isole Canarie e a Ceuta e Melilla. Il rapporto prende in esame “le misure introdotte per combattere il cattivo trattamento da parte della polizia e gli incidenti isolati che sussistono”. “Inquietudine” viene espressa dalla Commissione riguardo “alla nuova legge antiterrorismo” in GRAN BRETAGNA , rispetto “ai cambiamenti nel sistema dell’asilo, le condizioni nelle prigioni, il sistema giudiziario per i minori”. La legge antiterrorismo, che prevede la detenzione per un periodo non determinato e senza capi d’accusa per chi è sospettato di terrorismo, è stata giudicata “discriminatoria e sproporzionata”. Pari avvertimento è stato dato riguardo alle confessioni estorte con la tortura, che non possono essere conciliate con l’articolo 3 della Convenzione europea per il rispetto dei diritti umani. Anche la FEDERAZIONE RUSSA è stata oggetto d’esame della Commissione: sono stati visitati 39 luoghi, tra cui ospedali, scuole, tribunali, basi militari, commissariati, orfanotrofi, case di riposo e carceri. Il rapporto dedica “attenzione particolare” a amministrazione della giustizia, comportamenti delle forze dell’ordine, condizioni di detenzione, forze armate, libertà di stampa, minoranze nazionali e religiose, razzismo e xenofobia, bambini, donne, disabili e anziani”. Non manca un riferimento alla Repubblica cecena.