UNIONE EUROPEA
Le prospettive dell’accordo tra Parlamento, Consiglio e Commissione
“Quattro miliardi di denaro fresco che vanno a programmi come Erasmus e al sostegno per le piccole e medie imprese”. JOSEP BORRELL , presidente del Parlamento europeo, annuncia mercoledì 5 aprile, nel corso della sessione plenaria dell’Assemblea, l’accordo sulle Prospettive finanziarie 2007/2013 raggiunto fra i rappresentanti delle tre istituzioni comunitarie: Consiglio, Parlamento e Commissione. FONDI PER COMPETITIVITÀ E FORMAZIONE. Dopo la decisione in materia assunta al vertice di dicembre dai capi di Stato e di governo dei Venticinque, il dibattito interistituzionale era proseguito nei primi mesi del 2006, sotto la presidenza austriaca del Consiglio Ue. Gli ulteriori 4 miliardi di euro (il Parlamento ne aveva richiesti 12, il Consiglio era disposto ad accordarne 1,8) si aggiungono agli 862,4 stabiliti a dicembre quale disponibilità di spesa dell’Unione europea. La parte più consistente dei nuovi fondi (2,1 miliardi) andrà al capitolo “Competitività per la crescita e lo sviluppo”; concretamente vi saranno maggiori disponibilità finanziarie per le reti transfrontaliere, per i programmi dedicati ai giovani Erasmus e Leonardo, per lo sviluppo della ricerca e nel settore dell’innovazione. Altri fondi saranno destinati alla coesione territoriale (300 milioni), alla tutela dell’ambiente (100), al capitolo “Cittadinanza” (500 milioni in cultura, salute, consumatori) e infine alla politica estera (un miliardo per fondi di preadesione e politica di vicinato). Al documento contabile manca solo il voto finale di approvazione degli eurodeputati. “CREARE INTERAZIONI FRA UE E STATI”. Nel corso della discussione svoltasi nell’emiciclo di Strasburgo, il cancelliere austriaco WOLFGANG SCHÜSSEL , presidente di turno Ue, ha affermato che “è meglio un accordo di compromesso piuttosto che nessun accordo”. Interpellato dal Sir sul futuro dell’integrazione, anche in rapporto al via libera sul bilancio, Schüssel spiega: “L’inverno è alle spalle. Siamo al disgelo. Le Prospettive finanziarie ci hanno impegnato in un confronto serrato, ma finalmente si è approdati a un risultato positivo”. “Dobbiamo dimostrare – spiega il cancelliere – che l’Europa riesce a fare dei progressi con questo budget, rispondendo alle attese dei cittadini e realizzando i numerosi programmi e le politiche comunitarie. Solo così faremo avanzare l’integrazione. Credo comunque che questo budget sarà sufficiente se sapremo al contempo creare delle interazioni fra l’azione comunitaria e quella degli Stati membri. Coinvolgendo, laddove possibile, i privati. Ciò vale per l’energia, per l’agricoltura, per le reti infrastrutturali, per la cultura…”. TASSELLO DI UN PERCORSO PIÙ AMPIO. Non manca dal presidente del Consiglio una nota più generale: “Direi che questo è un tassello importante del percorso che l’Ue sta compiendo. Ma occorre fare riferimento a un cammino più complessivo. Non possiamo trascurare, fra l’altro, gli esiti incoraggianti del vertice di primavera dedicato alla Strategia di Lisbona, dove si sono poste le premesse per il mercato unico dell’energia, ci siamo occupati di lavoro e di sviluppo economico, abbiamo approvato il progetto dell’Istituto tecnologico europeo. Stiamo creando delle speranze, che dobbiamo coltivare e rendere realtà”. Un esempio? “I nuovi paesi membri possono oggi, alla luce di questa intesa, essere sicuri che avranno i soldi necessari per dar corso a numerosi progetti di sviluppo socio-economico. E ciò vale anche per Romania e Bulgaria, che entreranno a far parte dell’Ue dal 1° gennaio 2007”. “L’EUROPA VA AVANTI”. Favorevole il commento del presidente dell’Esecutivo Ue, JOSÉ MANUEL BARROSO , riguardo l’accordo raggiunto nel “trilogo” sul bilancio, che per la prima volta riguarda 25 Stati membri più i candidati all’adesione. “E’ un nuovo segnale che l’Europa, nonostante le difficoltà, riesce ad andare avanti. Adesso è essenziale passare all’attuazione dei progetti comuni, investire i fondi a disposizione e dar corso alla Strategia di Lisbona per rilanciare l’economia e l’occupazione negli Stati aderenti”. Ma in questa Europa più ampia, un bilancio fermo all’1% circa del Prodotto interno lordo sarà sufficiente per coprire tutte le spese? Articolata la risposta di Barroso al Sir : “Questo bilancio è sicuramente inferiore alla nostra proposta iniziale, ma era necessario raggiungere un compromesso tra le tre istituzioni Ue e convincere tutti gli Stati membri. Ed è quello che abbiamo fatto”. “Sono convinto – puntualizza il capo dell’Esecutivo – che si tratti di un buon accordo, anche perché, rispetto al budget precedente, rileviamo un aumento di tutte le voci. Ero un po’ preoccupato per i progetti legati alla cittadinanza, quelli destinati ai nuovi Stati e quelli relativi alla ricerca e all’innovazione. Ma abbiamo fatto dei passi avanti significativi”.