Denuncia dei cappellani ospedalieri

“Come cappellani cattolici siamo preoccupati che i bisogni dei cattolici negli ospedali di Inghilterra e Galles rimangano senza risposta”. La denuncia è contenuta in una dichiarazione lanciata da trenta cappellani cattolici britannici al termine di un convegno al quale ha partecipato anche l’arcivescovo di Birmingham Vincent Nichols. “Chiediamo agli ospedali di consentici di esercitare il nostro ministero rendendoci disponibili le informazioni delle quali abbiamo bisogno”. La legislazione sulla protezione delle informazioni del 1998 vieta agli ospedali britannici di far sapere la religione dei pazienti, di conseguenza dovrebbero essere i pazienti stessi a dover chiedere in modo esplicito di voler incontrare un sacerdote. Secondo Tom Williams, vescovo ausiliario di Liverpool e portavoce dei cappellani cattolici la nuova legge ha dato vita a una situazione di confusione. “Se un paziente arriva in ospedale è costretto a contattare in anticipo il cappellano per incontrarlo. Se si trova in uno stato di incoscienza, non è ovviamente in grado di farlo e noi sacerdoti possiamo solo sperare che abbia con sè un documento che dica che è cattolico”.