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Al via la Settimana per la vita: cattolici e protestanti insieme per dire quanto sono indispensabili i bambini per il futuro
Secondo alcune stime dell’ufficio statistico federale tedesco, sono 680.000- 690.000 bambini nati vivi in Germania nel 2005; nel 2004 erano oltre 705.000. Contro questa tendenza, le Chiese tedesche reagiscono con la Settimana per la vita, che si svolgerà dal 29 aprile al 6 maggio, dedicata quest’anno alla vita non nata. Le finalità dell’iniziativa, organizzata dalle due Chiese tedesche, è stata presentata il 29 marzo a Berlino dal card. Karl Lehmann, presidente della Conferenza episcopale tedesca, insieme con il presidente del Consiglio della Chiesa evangelica tedesca (EKD), vescovo Wolfgang Huber, che saranno presenti a Stoccarda alla cerimonia ufficiale d’inaugurazione. Presentiamo di seguito alcuni passaggi degli interventi del card. Lehmann e del vescovo evangelico Huber. MOLTO DA FARE, MOLTO DA AVVIARE . “Limitarsi ad introdurre singole misure di politica per la famiglia non può risolvere il problema”, ammonisce il card. KARL LEHMANN . “C’è molto da fare e da avviare. La politica per la famiglia deve essere vista come un autentico compito trasversale. È innegabile che le condizioni generali per la crescita dei figli nella nostra società non siano sufficientemente favorevoli. A livello sociale, ciò dipende anche dall’atteggiamento e dalle posizioni dei singoli. La questione se sarà possibile ottenere un’inversione di tendenza verso un atteggiamento più favorevole verso i bambini è legata al fatto di diventare consapevoli di quanto i bambini siano una benedizione. Questa è l’aspirazione centrale della settimana per la vita negli anni 2005-2007. Si sa: i bambini sono indispensabili per il futuro dei sistemi previdenziali, dei sistemi fiscali, persino dell’intero sistema economico. Ma i bambini sono molto di più: sono il più grande arricchimento immaginabile a questo mondo. Far crescere i bambini e accompagnarli lungo il loro cammino verso la responsabilità nei confronti di se stessi e del loro mondo è un modo unico e allo stesso tempo quotidiano della realizzazione della libertà umana. Il calo demografico non è preoccupante perché destabilizza il sistema economico, e nemmeno perché diminuisce il popolo tedesco. Il nocciolo del problema consiste nel fatto che la nostra società non è sufficientemente aperta alla persona e alla vita, per poter offrire spazio ai bambini. Il pericolo principale consiste dunque nel fatto che qualcosa nella nostra società, nella sua etica, nei suoi parametri e nei suoi consensi non va più. A questa tendenza contro la vita, la Settimana per la vita contrappone un messaggio di speranza e di accettazione della vita”.[…]”Il compito di accettare e accompagnare i bambini non inizia con la nascita. Dal primo istante della loro presenza nel grembo materno, i bambini ci sono affidati, necessitano la nostra protezione e la nostra assistenza. Questo compito riguarda innanzitutto le madri in attesa, le più vicine ai bambini. Ma non è circoscritto a loro. La gravidanza avviene in un contesto che può o meno favorire e sostenere la madre e il bambino”. “SÌ” AI BAMBINI, VICINI ALLA DONNA . “La gioia per un bambino accettato va da noi condivisa e sostenuta per quanto possibile”, ha affermato il vescovo evangelico WOLFGANG HUBER , che evidenzia l’importanza della presenza di tutti, dai datori di lavoro ai vicini, agli amici, ai parenti. “La gioia e l’augurio e l’intenzione espressa di superare insieme le sfide, di rallegrarsi per l'”avventura-bambino” e cercare soluzioni comuni a servizio della vita anche in situazioni conflittuali dovrebbero sempre essere poste in primo piano. A questa gioia corrisponde la tristezza per ciascun bambino che non verrà alla luce a causa di un conflitto relativo alla gravidanza. A questo riguardo ribadiamo chiaramente che la vita nascente può essere tutelata solo insieme con la donna e non contro di essa”. Huber dichiara altresì che “le accuse unilaterali nei confronti delle donne che vivono queste situazioni debbono appartenere al passato. Nessuno si rallegra per la nascita di una nuova vita quanto una madre, nessuno soffre per un conflitto legato alla gravidanza quanto la madre coinvolta, a nessuno pesa l’interruzione di gravidanza quanto alla madre che si sottopone ad essa”, afferma. “Le donne in attesa che si trovano in situazioni conflittuali meritano pertanto il nostro rispetto illimitato, il nostro sostegno e il nostro incoraggiamento. Naturalmente cerchiamo di convincere del fatto che sia possibile trovare, insieme con le donne coinvolte soluzioni a queste situazioni…, in modo da rendere possibile una decisione a favore della vita. Ma dobbiamo rimanere dalla parte delle donne anche qualora ciò non avvenga”. Huber sottolinea “la necessità di porre fine all’aborto tardivo legalizzato” quale “passo importante e necessario” per una migliore tutela della vita. Ma è indispensabile anche l’impegno affinché la gravidanza venga accettata e portata a termine. Al centro di questa Settimana per la vita sono le situazioni conflittuali quotidiane, situazioni conflittuali, alla cui soluzione possiamo contribuire tutti noi”.