ecumenismo
Il Consiglio ecumenico delle Chiese ha chiesto all’Unione Europea di “rispettare” la scelta elettorale dei Palestinesi che ha decretato il 25 gennaio scorso la vittoria di Hamas e di proseguire con gli aiuti alla popolazione. In una lettera del segretario generale Samuel Kobia alla presidente in carica del Consiglio dell’Unione europea, il ministro degli esteri austriaco Ursula Plassnik, il Wcc “esorta l’Unione europea a rispettare il mandato democraticamente dato dagli elettori e a lasciare al nuovo governo di Hamas il tempo di trovare la sua strada e di mostrare le sue intenzioni”. Lunedì 10 aprile, i ministri degli esteri dell’Unione europea hanno bloccato temporaneamente i finanziamenti diretti al governo palestinese fino a che Hamas non dà sufficiente garanzia di impegno per la non-violenza, per il riconoscimento dello Stato di Israele e il rispetto degli accordi israelo-palestinesi. Riuniti il 10 e 11 aprile a Lussemburgo, i responsabili delle diplomazie dei 25 paesi Ue hanno di fatto confermato la sospensione degli aiuti pur lasciando spazio all’invio di aiuti attraverso canali alternativi (ancora però da accertare) in favore del popolo palestinese. Nella lettera, il Consiglio mondiale delle Chiese mette in guardia Ue e Stati Uniti sul rischio che la sospensione degli aiuti può avere “sulla sofferenza crescente del popolo palestinese e sul difficile processo di pace”. Sulla stessa questione era intervenuto anche il Patriarca latino di Gerusalemme, mons. Michel Sabbah che in un conferenza stampa indetta a Gerusalemme, ha giudicato “inaccettabile” la sospensione degli aiuti economici internazionali all’Autorità nazionale palestinese.