FRANCIA

Le vere vittime

Mobilitazione delle Chiese cristiane contro il progetto di legge sull’immigrazione

Il Consiglio delle Chiese cristiane in Francia – costituito dalla Chiesa cattolica, dalla Federazione protestante di Francia e dall’Assemblea dei vescovi ortodossi – è preoccupato per le modifiche contenute nel nuovo progetto di legge sull’immigrazione che, approvato dal Consiglio dei ministri il 29 marzo, sarà dibattuto in Parlamento nei primi giorni di maggio. Il governo intende riformare il “codice di ingresso e soggiorno degli stranieri e dei richiedenti asilo” (Ceseda) per “lottare contro una immigrazione subita – così si presenta il progetto – promuovere una immigrazione scelta e una integrazione riuscita”. Le Chiese hanno però manifestato le loro “preoccupazioni” in una lettera inviata martedì 25 aprile al primo ministro Dominique de Villepin e sottoscritta dal card. Jean-Pierre Ricard, dal pastore Jean-Arnold de Clermont e dal metropolita ortodosso Emmanuel. La lettera non è che l’ultimo atto di una lunga serie di azioni intraprese dalle Chiese in questi giorni per “andare incontro all’interesse dei più deboli, tra i quali ci sono anche molti bambini”. Le associazioni mobilitano le “coscienze” con un appello alla nazione. IN PERICOLO LA SORTE DI MIGLIAIA DI PERSONE . Nella lettera a De Villepin, le Chiese cristiane di Francia affermano che è “piena legittimità” del governo proporre modifiche al progetto di legge sull’immigrazione ma ritengono che la nuova legislazione può avere “delle serie conseguenze sulla sorte di uomini e donne che già vivono in una situazione precaria”. Queste preoccupazioni erano già state espresse da parte cattolica in un incontro con il ministro degli interni Nicolas Sarkozy che si è tenuto il 10 aprile scorso. Il 13 aprile c’è stato anche un incontro tecnico tra i collaboratori del ministro e un gruppo di lavoro ecumenico durante il quale si erano proposte delle misure di tutela dell’immigrato come il mantenimento della carta di soggiorno in caso di rottura del contratto di lavoro e misure di protezione per le donne vittime di violenza coniugale. Ciò che più preoccupa le Chiese è il fatto che “il progetto di legge contenga misure che avranno l’effetto di restringere ancora di più le possibilità di regolarizzazione degli stranieri” lasciando “un gran numero di persone in uno stato di precarietà amministrativa e sociale”. IPOTESI IRREALI . Nella lettera si passano in rassegna le varie misure contenute nel progetto di legge. Condividendo la preoccupazione del governo di “evitare le illegalità”, le Chiese ritengono che la legge rischia, per esempio, “di ritardare il ricongiungimento familiare e di lasciare intere famiglie in un lungo periodo di incertezza”. Riguardo poi agli irregolari, le Chiese fanno notare che la realtà dei “sans papiers” è “incontenibile, stimata oggi per centinaia di migliaia di persone. Si può unicamente proporre loro di ripartire nei loro Paesi di origine? Ci sembra una ipotesi irreale dal punto di vista pratico e problematico sul piano umano”. La legge, inoltre, prevede una estensione della lista dei cosiddetti “Paesi di origine sicura” e questo comporta inevitabilmente una restrizione delle protezioni per i “richiedenti asilo” con una “diminuzione delle azioni di accompagnamento sociale e di aiuto” previste in questi casi. Non convince le Chiese neanche la “creazione di una carta delle competenze e dei talenti” che rischia di “creare una ineguaglianza forte tra categorie di persone”. L’AZIONE DELLE CHIESE . Il giorno in cui le Chiese hanno inviato la lettera al premier francese, Jean-Pierre Arnold, presidente della Federazione protestante, e Patrick Peugeot, presidente della Cimade (servizio ecumenico di aiuto e di accompagnamento per gli stranieri in Francia) hanno incontrato il ministro degli interni, Nicolas Sarkozy per chiedere che il progetto di legge diventi oggetto di una “riflessione nazionale che tenga conto dell’importanza del fenomeno migratorio”. Sempre nella stessa giornata, il premier De Villepin ha incontrato l’arcivescovo di Parigi, mons. André Vingt-Trois. Un appuntamento – ha detto l’arcivescovo – “previsto da molto tempo”, durante il quale si è parlato “poco” del nuovo progetto di legge in quanto su questo argomento “i vescovi hanno preso la loro posizione e l’hanno espressa chiaramente”. APPELLO ALLE COSCIENZE . “Questa riforma si iscrive deliberatamente in una prospettiva utilitaristica. Saranno accettati in Francia unicamente gli stranieri percepiti come necessari per l’economia”. È quanto si legge in un “Appello” per “risvegliare le coscienze” promosso da un cartello di associazioni francesi (il Comitato cattolico contro la fame e per lo sviluppo, il Cimade, la Caritas francese e il servizio nazionale per la pastorale dei migranti) e sottoscritto da una lunga setrie di associazioni e movimenti cristiani. “È nostro dovere di cristiani ricordare che l’uomo deve essere sempre al centro delle nostre scelte e che la legge deve proteggere i più deboli. I primi a ‘subire’ la migrazione sono proprio coloro che sono spinti sulle vie dell’esilio dalla povertà”.