La delegazione regionale Caritas dell’Umbria, è in questi giorni in Kosovo dove, dal settembre 1999, ha attivato un campo di accoglienza in località Radulac, nella parrocchia di Zlokucane (distretto di Klina). Oggi il campo accoglie 22 bambini, “vittime” del conflitto etnico, assiste diversi nuclei familiari, che vivono in miseria, oltre ad aver dato vita anche ad una cooperativa agricola per combattere la disoccupazione. Non a caso, l’obiettivo principale del viaggio della delegazione, guidata da mons. Riccardo Fontana, vescovo delegato della Conferenza episcopale umbra per il servizio della carità, è quello di prendere atto di quanto è stato fatto fino ad oggi in modo da approntare nuovi progetti. Alla vigilia della partenza, mons. Fontana è “convinto di riconfermare agli amici kosovari l’impegno di continuare questa nostra presenza accanto a loro, soprattutto a chi non ha nulla”. Giocondo Leopardi, incaricato della Caritas umbra aggiunge: “Nel momento in cui siamo presenti in quei luoghi dobbiamo sempre ricordare che il nostro impegno non è programmato per un giorno ma deve essere costante, per sempre”.