In Germania si discute sulla liberazione degli ostaggi tedeschi in mano ai rapitori per circa tre mesi. Sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung , Wolfgang Günther Lerch (4/5) scrive: “ Può darsi che sia più difficile trattare con rapitori spinti da motivi religiosi o ideologici piuttosto che con semplici criminali: sempre di delinquenti si tratta. E in generale sono interessati al denaro esattamente come i gangster comuni: lo dimostra l’esperienza da altri Paesi non orientali. La conclusione sorprendente e a lieto fine degli ultimi rapimenti di tedeschi in Iraq, le cui circostanze sono state nascoste all’opinione pubblica per buoni motivi, susciterà probabilmente ancora una discussione su come gestire il futuro di questo Paese. La probabilità che in futuro vengano nuovamente rapiti altri stranieri, siano essi tedeschi o altro, non è affatto ridotta. […] La situazione attuale in Iraq non si descrive facilmente. È un Paese che si sta disintegrando oppure la ricostruzione è davvero cominciata? Ci sono voluti ben quattro mesi per costituire un nuovo governo. C’è chi dice che la Mesopotamia liberata da Saddam Hussein sia sull’orlo di una guerra civile tra sciiti e sunniti, che si trovi già ora in un conflitto violento di questo genere. È dubbio che l’Iraq possa essere mantenuto come Paese unitario; in America già si pondera la possibilità di suddividerlo in tre parti, se l’opzione originaria dello Stato unitario non dovesse avere prospettive. Può darsi che non lo si pensi sul serio: ma ciò rende chiaramente la situazione di incertezza generale “. Al centro dei quotidiani francesi, “l’affaire Clearstream” che ha coinvolto il primo ministro francese Dominique de Villepin, mettendo a rischio la tenuta del suo governo. Lo scandalo Clearstream prende le mosse nel 2004. Un anonimo avrebbe accusato il ministro Nicolas Sarkozy e altri politici di avere conti in un istituto finanziario del Lussemburgo e che questi conti sarebbero usati per raccogliere tangenti e fondi neri grazie alla vendita di alcune fregate francesi a Taiwan nel 1991. “ Una cosa è certa – commenta sulla prima pagina del quotidiano cattolico francese La Croix (3/5) Francois Ernenwein – la Francia sta vivendo un momento di confusione totale di cui si dovranno chiarire la logica e gli effetti una volta che la giustizia avrà tratto le sue conclusioni. Ne va della credibilità del personale politico ma anche quella dei giornalisti“. Secondo l’autore dell’editoriale, “ la vicenda è di natura soprattutto climatica. In un tempo di sospetti, tutto di tramuta in indizi” ma “ bisogna ricordare che dei sospetti non sono delle prove e allo stato attuale l’affare Clearstream resta tutto da dimostrare. Purtroppo, ahimè, tutto può sembrare credibile quando un clima pessimista si instaura“. Il settimanale cattolico inglese “ The Catholic Herald” (21/4) titola a tutta pagina “ I vescovi chiedono al governo di abbandonare le armi nucleari“. “ La Chiesa cattolica in Bretagna – scrive Fraddy Gray – ha chiesto al governo di abbandonare il piano di investire” una somma notevole di sterline per incrementare il sistema nucleare missilistico e di “ devolvere la cifra ai poveri“. Il vescovo Patrick O’Donoghue di Lancaster, presidente del Dipartimento per la relazioni internazionali della Conferenza episcopale inglese, ha spiegato: “ Non penso che gli armamenti nucleari possano essere la risposta alle difficoltà che il nostro paese sta attraversando e, inoltre, non può avere nessuna giustificazione l’uso delle armi nucleari contro la popolazione“. La cifra stanziata dal governo è – a parere dell’episcopato inglese – sproporzionato. “ Questi fondi – prosegue il vescovo – possono essere messi da parte per aiutare i poveri e le persone che vivono nella marginalità“. “ Il vescovo O’Donoghue – si legge nell’articolo – fa eco ad un comunicato dei vescovi in cui si afferma che l’uso delle armi di distruzione sono un crimine contro Dio e contro l’umanità e come tale non deve mai succedere“. Il no di Carlo Azeglio Ciampi ad una sua ricandidatura alla presidenza della Repubblica italiana ha colpito molto l’opinione pubblica del paese ed è stato al centro di tutte le prime pagine dei quotidiani del 4/5. Europa titola: “ L’ennesima lezione del presidente“. “ La motivazione con la quale – si legge nell’editoriale senza firma – Ciampi ha ribadito la propria indisponibilità, è di quelle da tenere a mente: c’è un costume repubblicano che non consente a una persona di occupare postazioni di tale importanza per un tempo anomalo… quanti leader, di centrodestra e di centrosinistra, sarebbero stati capaci di analogo rigore? Quanti non avrebbero ceduto alla tentazione di approfittare della debolezza dei partiti? Quanti faranno tesoro di questa ennesima lezione del presidente?“.