ABRUZZO
Una “cabina di regia” regionale per conciliare impegni familiari e lavoro
Una “cabina di regia” composta dall’agenzia per l’impiego “Abruzzo lavoro”, dagli assessorati alle attività produttive, al sociale, ai trasporti e alla formazione nonché dagli enti locali, per conciliare i tempi delle donne e della famiglia con il lavoro: ne ha annunciato, il 4 maggio, la costituzione, l’assessorato alle Pari opportunità della Regione Abruzzo nel corso di un seminario sulla legge 53/2000 (Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città). La notizia è stata accolta con favore dal Forum regionale delle famiglie e dall’Ufficio di pastorale familiare della diocesi di Pescara-Penne.La cultura della conciliazione. La cabina di regia, annunciata dalla Regione Abruzzo, nasce con due obiettivi primari: il coordinamento tra gli enti e la diffusione della “cultura della conciliazione”. “Ci attrezziamo è stato dichiarato – per creare una vera cultura delle pari opportunità e per dare vigore a una economia che abbia il senso del rispetto della persona, della diversità di genere e della qualità della vita”. È stato aggiunto: “Dobbiamo favorire il ricorso ai benefici dell’art. 9 della legge nazionale 53/2000.La cabina di regia avrà anche il compito di sensibilizzare i consulenti di azienda per spronare le imprese a far ricorso a queste misure”. Infatti, “se la Regione Abruzzo ha realizzato il progetto conciliazione nell’ambito dei fondi Por (Piano operativo regionale) Abruzzo 2000-2006, Multimisura A1/E1 (progetti innovativi in imprenditorialità, formazione, occupazione, inserimento…), la legge nazionale ha stanziato 40 miliardi di euro in favore di chi applichi accordi contrattuali per le azioni positive in tema di flessibilità; il 50% destinato alle aziende fino a 50 dipendenti”.In particolare, l’art. 9 della legge 53/2000 prevede il sostegno a progetti che consentano alle lavoratrici madri o al lavoratore padre, anche quando uno dei due sia lavoratore autonomo, ovvero quando abbiano in affidamento o in adozione un minore, di usufruire di particolari forme di flessibilità degli orari e dell’organizzazione del lavoro, tra cui il part-time reversibile, il telelavoro e il lavoro a domicilio, l’orario flessibile in entrata e in uscita, la banca delle ore, la flessibilità su turni, l’orario concentrato, con priorità per i genitori che abbiano bambini fino a 8 anni di età o fino a 12 anni, in caso di affidamento o di adozione.Inoltre, è possibile finanziare programmi di formazione per il reinserimento dei lavoratori dopo il periodo di congedo e progetti che consentano la sostituzione del titolare di impresa o del lavoratore autonomo, che benefici del periodo di astensione obbligatorio e dei congedi parentali, con altro imprenditore o lavoratore autonomo.Famiglie sul territorio. “Accogliamo con favore da parte della Regione Abruzzo una iniziativa che mira ad aiutare le famiglie a conciliare i ritmi del lavoro con le esigenze della vita familiare e della cura dei figli”. È quanto ha affermato Naida Consorte, presidente del Forum regionale delle famiglie. “Noi stessi ha proseguito la presidente del Forum che comprende 11 associazioni, tra le quali Movimento per la vita, Age, Agesc, Famiglie nuove, Sindacato per la famiglia in occasione delle elezioni amministrative svoltesi due anni fa, avevamo chiesto ai candidati di tutte le parti politiche di sottoscrivere un programma di impegno a favore della famiglia in 5 punti, tra i quali figurava anche la necessità di prevedere misure in grado di conciliare lavoro e maternità, lavoro e cura familiare”.”Auspichiamo che in tale cabina di regia ha aggiunto Consorte venga considerato il coinvolgimento delle associazioni familiari che, essendo legate al territorio, sono portatrici di esigenze realistiche circa gli ambiti di tutela della famiglia. Questo nella direzione dell’applicazione di quel criterio di sussidiarietà che sempre più deve guidare la realizzazione dell’interesse pubblico”.”Si tratta di una iniziativa importante ha affermato Franco Zugaro, responsabile dell’Ufficio diocesano per la pastorale familiare della diocesi di Pescara-Penne che richiede accoglienza e disponibilità, anche per un’opera di conoscenza e sensibilizzazione. Sempre più nel lavoro pastorale verso le famiglie ha aggiunto Zugaro ci rendiamo conto di quanto incida il lavoro nel loro ritmo di vita e di come l’adozione di alcune misure, per esempio l’apertura dei negozi la domenica, possa diventare alternativa per i padri e le madri chiamati al lavoro, con il ritrovarsi festivo della famiglia. Siamo chiamati, come Chiesa, a porre a questi temi la massima attenzione”.a cura di Chiara Santomiero(10 maggio 2006)