FORUM PARLAMENTARE

Per costruire fiducia

Dialogo tra cittadini e istituzioni, cooperazione tra Pe e parlamenti nazionali

“L’Europa è la costruzione di una democrazia sovranazionale; esperienza nuova, esercizio pericoloso… Intensificare la cooperazione tra il Parlamento europeo e quelli nazionali significa far progredire la democrazia continentale”. Alla vigilia del Forum parlamentare sul “Futuro dell’Europa”, svoltosi l’8 e 9 maggio, il presidente dell’Assemblea Ue, JOSEP BORRELL , poneva una certa enfasi sul dibattito che avrebbe radunato nell’emiciclo di Bruxelles 250 deputati europei, dei 25 Stati membri e di quelli candidati, per una serrata riflessione sugli attuali problemi che attraversa l’integrazione comunitaria e sulle possibili azioni di rilancio. CONFRONTO SU QUATTRO TEMI. L’incontro era stato programmato nel quadro del Piano D (democrazia, dialogo, dibattito), definito per dar corpo alla “pausa di riflessione” sulla ratifica della Costituzione dopo il “no” francese e olandese di un anno fa, dichiarata dai capi di Stato e di governo nel giugno 2005. Quattro i nodi da affrontare al Forum: “L’Europa nel mondo e le sue frontiere; mondializzazione e modello economico e sociale europeo; libertà, sicurezza e giustizia; risorse finanziarie dell’Ue”. L’evento, promosso congiuntamente da Parlamento europeo e austriaco (l’Austria è alla presidenza semestrale di turno dell’Ue), consegna ora i risultati “alle riflessioni del summit di giugno, che dovrà trarre le prime conclusioni sul periodo di riflessione”. “In questi due giorni, nessuno degli intervenuti ha detto che la Costituzione è superflua o che se ne può fare a meno – ha spiegato ANDREAS KHOL , presidente del Parlamento austriaco -. Anzi, usciamo da qui con la convinzione che l’entrata in vigore del Trattato rafforzerebbe il cammino dell’Europa comunitaria”. “RISPOSTE CHIARE AI CITTADINI”. “Proprio oggi – ha spiegato Borrell, congedando il Forum – il Parlamento dell’Estonia ha approvato la Carta fondamentale: diventano così 15 gli Stati che hanno ratificato il testo, e presto dovrebbe arrivare il sì della Finlandia”. “Questo non è il momento per una riscrittura, anche solo parziale, della Costituzione – ha quindi sostenuto WOLFGANG SCHÜSSEL , cancelliere austriaco e presidente di turno del Consiglio Ue -. Dobbiamo piuttosto chiarire i problemi che si pongono all’integrazione, affrontare il distacco tra cittadini e istituzioni, realizzare quelle riforme che renderebbero più efficaci le nostre istituzioni”. Per Schüssel, “i cittadini si attendono delle risposte chiare, efficaci. Ad esempio, per quanto riguarda i nuovi possibili allargamenti, dobbiamo saper dire fino a dove può estendersi l’Unione e, soprattutto, fino a che punto arriva la sua capacità di assorbimento di nuovi Stati”. “Dopo questa pausa di riflessione – ha aggiunto il cancelliere di Vienna -, potremo, tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008, decidere realmente come procedere per giungere alla ratifica ed entrata in vigore della Costituzione”. Nel corso del Forum, numerosi interventi di parlamentari degli Stati aderenti si sono soffermati sul nodo delle risorse finanziarie dell’Ue, l’identità culturale, il mercato dell’energia, i flussi migratori, l’ingresso dei paesi balcanici nella “casa comune”. LA COSTITUZIONE AI TEMPI SUPPLEMENTARI. “Solo ottenendo risultati concreti potremo far sì che i cittadini ritrovino la fiducia nell’Europa e creare i presupposti per una soluzione istituzionale” allo stallo in cui l’Ue si è venuta a trovare. La Commissione, guidata da JOSÉ MANUEL BARROSO , ha invece atteso la conclusione del Forum sul “Futuro dell’Europa” per presentare la propria “agenda politica per i cittadini”, intesa “quale contributo dell’Esecutivo al summit di giugno” e come “risposta ai messaggi scaturiti dal Piano D e dai dibattiti nazionali”, che “sono stati finora oltre cento”. Affiancato dalla vicepresidente MARGOT WALLSTRÖM , Barroso ha spiegato, il 10 maggio, nella sede del palazzo Berlaymont: “Questa agenda ambiziosa richiede un’azione concertata degli Stati membri, che spesso non si impegnano a sufficienza per l’Europa, e delle istituzioni Ue, nonché un rinnovato impegno a favore dell’integrazione”. Il documento definisce dodici “iniziative per ottenere risultati concreti a livello continentale”. Le proposte mirano in particolare a: “Riesaminare il mercato unico in un’ottica di lungo termine; rafforzare la solidarietà; creare una serie di iniziative per migliorare l’informazione e la trasparenza delle istituzioni”, con l’introduzione di una “carta dei diritti” per tutti i cittadini comunitari. Sul versante istituzionale, la Commissione ha avanzato l’idea che “i leader dei 25 adottino una nuova dichiarazione” per l’integrazione politica, magari nel 2007, a cinquant’anni esatti dalla firma dei Trattati istitutivi della Comunità europea. E per quanto riguarda la Costituzione? “Non possiamo decidere ora cosa fare – risponde Barroso -. Dobbiamo andare ai tempi supplementari. Serve una decisione condivisa, per poi consentire una ratifica da parte di tutti gli Stati membri”.