Cocktail energetico

Si è svolta la settimana scorsa nella sede del Comitato economico e sociale (Cese) a Bruxelles un’audizione pubblica internazionale sul tema dell’approvvigionamento energetico ottimale per l’Unione europea. Le opinioni diverse e a volte contrastanti che sono emerse nel corso del dibattito – cui hanno partecipato sia responsabili politici sia addetti ai lavori – sono andate tutte più meno nella stessa direzione: i sempre crescenti rischi derivati dalle emissioni nell’atmosfera di CO2 rendono inevitabile per l’Unione europea nel suo complesso il rafforzamento dei sistemi energetici attraverso una diversificazione delle fonti e l’aumento della capacità di risparmio. Secondo il Commissario Ue all’energia Andris Piebalgs è giunto il momento di “sviluppare un mix energetico”, all’interno del quale debbono trovare posto “la ricerca nei settori del nucleare, del trattamento dei rifiuti e della sicurezza”. In controtendenza sia rispetto ad alcuni Governi sia in relazione alla posizione di alcuni Servizi della stessa Commissione, Piebalgs ha anche spezzato una lancia in favore degli aiuti di stato (attualmente proibiti dalle norme comunitarie sulla concorrenza) per la promozione di energie rinnovabili. In conclusione dell’audizione, i rappresentanti del Cese hanno annunciato la presentazione di un’Opinione centrata sul mix diversificato, sull’efficienza energetica, sul ruolo ancora importante dei combustibili fossili e dell’opzione nucleare per una politica energetica sostenibile diversificata, bilanciata ed economica.