I linguaggi della speranza

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Documenti, incontri, testimonianze, catechesi, forum ma anche interviste, pellegrinaggi, rubriche culturali, eventi artistici e musicali, teatro. Linguaggi e modi diversi per arrivare preparati al grande appuntamento di ottobre (16-20) del Convegno ecclesiale nazionale di Verona (Cen). “E’ la creatività una delle grandi novità che stanno segnando il cammino di preparazione delle diocesi italiane verso Verona”. A riferirlo al Sir è il Segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Betori, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione di “Resurrexi”, oratorio sacro per voce recitante, soli, coro, doppio coro voci bianche, grande orchestra e luci armoniche, che verrà eseguito durante il Cen.

Un’iniziativa che conferma, ha dichiarato il Segretario della Cei, “l’attenzione della Chiesa italiana a tutti i linguaggi, musica e poesia compresi, perché li considera capaci di dire la fede. Al convegno ecclesiale parteciperanno 2700 persone, delegati delle le diocesi italiane, dei movimenti laicali insieme a tutti i vescovi locali. Il 19 ottobre accoglieremo il Papa. Per tutti il centro della riflessione sarà Cristo risorto, riserva inesauribile di speranza per l’uomo moderno”.

Fede, musica e poesia. Un oratorio sacro per accompagnare in musica il 4 Convegno ecclesiale nazionale che si terrà a Verona dal 16 al 20 ottobre sul tema “Testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo”. E’ questa l’iniziativa promossa dalla Conferenza episcopale italiana in collaborazione con la Fondazione Arena di Verona presentata il 23 maggio a Roma.

“Abbiamo voluto ricollegarci ad una tradizione che nel passato ha visto istituzioni ecclesiastiche in ruolo attivo nella committenza dell’arte, particolarmente nel campo musicale – ha detto il sottosegretario della Cei, mons. Domenico Mogavero – e per questo abbiamo affidato l’opera a due artisti contemporanei, il poeta Roberto Mussapi che ha curato il testo poetico e il compositore Alberto Colla che lo ha musicato”. Tema dell’oratorio sacro è “Resurrexi” e “si innesta – ha aggiunto – in quello del convegno di Verona, sviluppato anche attraverso linguaggi della poesia e musica. L’oratorio non è in nessuna maniera un evento collaterale di intrattenimento ma un momento espressivo del programma che presenta il Risorto sotto altra luce”. Cinque scene. “Resurrexi”, oratorio sacro per voce recitante, soli, coro, doppio coro voci bianche, grande orchestra e luci armoniche sarà presentato al teatro filarmonico di Verona il 17 e 19 ottobre. Il 1 novembre sarà, invece, eseguito a Roma. Si articola in cinque quadri che vedono in scena il Figlio, Maddalena, due uomini anonimi, un coro protagonista (primo ruolo) e un coro deuteragonista (secondo ruolo). Il Padre, secondo il modello dantesco, non parla ma appare in forma di luce. Il dramma è uno scambio continuo tra la terra ed il cielo, dalla scoperta del sepolcro vuoto all’incontro del Padre e del Figlio.

Se si escludono rari episodi orchestrali, grande ruolo è affidato alla voce: Cristo narra della sua esperienza umana in tre interventi, mentre saranno gli angeli (due cori di voci bianche) ad annunciare alla Maddalena e a Maria la Resurrezione. L’organico complessivo prevede la partecipazione di 240 esecutori tra solisti, cori e professori d’orchestra.
Al termine della conferenza stampa di presentazione la Fondazione Arena di Verona ha lanciato un festival itinerante di musica sacra, che dovrebbe avere sede nella città scaligera, ma raggiungere tutte le diocesi italiane e le principali e più famose cattedrali europee. Diocesi creative. A fianco della Conferenza episcopale italiana, che sul piano nazionale ha promosso cinque eventi in vista di Verona, si collocano anche le diocesi con progetti e programmi di preparazione. “Seppure in forme molto diversificate – ha detto mons. Betori intervenendo alla presentazione – tutte le diocesi italiane sono coinvolte nella preparazione al convegno di Verona. Nessuna è assente. Negli stessi interventi dei vescovi all’ultima assemblea generale è emerso proprio il grande e intenso lavoro in vista di ottobre”.

“Ci dà speranza il fatto che in questo tempo sta emergendo, a livello diocesano, la ricerca di modalità nuove e diverse per invitare i fedeli a riflettere e a prepararsi al meglio in vista di Verona. Attraverso la creatività delle nostre chiese locali stanno emergendo dei nuovi modi nuovi per comunicare la fede in cui anche devozione e tradizione popolare si integrano efficacemente”.

(22 maggio 2006)