cultura
Settimane europee: un’idea dell’Università cattolica di Lione
Creare una rete di persone capaci di ‘mobilitarsi’ per l’Europa, sensibilizzando le coscienze e promuovendo l’integrazione. È partita con questo obiettivo, nei giorni scorsi, la quarta edizione delle ‘Settimane europee’ promosse dall’Università Cattolica di Lione, quest’anno ispirata al tema ‘L’Europa e il suo progetto: sfide politiche e culturali’. Sono 23 i partecipanti, da 10 Paesi europei: giornalisti, educatori, insegnanti e studenti provenienti da Belgio, Bulgaria, Francia, Italia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Ucraina e Ungheria. UNA FIGURA SPIRITUALE. Ispirandosi a una conferenza tenuta da Edmund Husserl a Vienna, nel 1935, il filosofo e scrittore spagnolo JORGE SEMPRUN ha ricordato in un suo testo inviato per aprire le ‘Settimane’ che “l’Europa esiste non solo da un punto di vista storico, ma quasi ontologico: è una figura spirituale, un progetto nel suo significato filosofico più profondo”. “Un dato – ha osservato ancora Semprun, già ministro per la cultura del Governo spagnolo dal 1988 al 1991 – è certo: l’Europa moderna non può neanche provare a costruirsi senza quei valori che le sono ‘specifici’ ma al tempo stesso di portata universale. Husserl già nel 1935 parlava di ragion critica e di sopranazionalità: questi concetti oggi vanno approfonditi e attualizzati, certo, ma restano il fondamento comune; soprattutto in una fase in cui i flussi migratori e il bisogno di dialogare con culture radicalmente differenti pongono all’Europa domande nuove in termini di integrazione e identificazione”. “E la sola lingua comune europea – ha concluso Semprun – deve restare la democrazia, e ancor più la coerenza democratica tra quanto si dice e quanto si è disposti a fare”. UN’EUROPA DA COMUNICARE. Ma come superare le difficoltà oggettive che negli ultimi mesi sono sorte sul cammino d’Europa? Una delle ultime, forse la più grave, risale al 29 maggio scorso, quando proprio la Francia ha respinto mediante referendum il progetto di Costituzione europea. “Per trasmettere l’idea di Europa, un’idea politica ma anche culturale – ha detto JEAN-CLAUDE PETIT , giornalista e presidente del Centro nazionale della stampa cattolica francese – dobbiamo porci nell’ottica del domani, senza bloccarsi sul passato né tanto meno sul presente. Dobbiamo avere il coraggio di affrontare in tutta la sua portata la sfida di comunicare l’Europa, in termini di contenuti ma anche di modi ed avendo la capacità di metterci nei panni di chi ci ascolta, ovvero di chi verrà dopo di noi”. “Per esempio – ha proseguito Petit – dobbiamo partire dal primato del soggetto, una logica imperante di cui non possiamo fare ameno; poi serve una rete di persone, sensibili e capaci di parlare ma anche di ascoltare. E infine, la confidenza, la fiducia interiore: solo riscoprendo il primato delle relazioni, anche quelle personali, saremo finalmente in grado di trasmettere e diffondere l’idea di una grande Europa”. L’UNIVERSITA’ CATTOLICA DI LIONE. Fondata nel 1875, l’Università Cattolica di Lione oggi conta circa 7mila studenti, di cui 1.300 stranieri. Gli studi sono articolati in cinque diverse facoltà: teologia e scienze religiose, filosofia e scienze umane, diritto e scienze economico-sociali, lettere e lingue, scienze. Da due anni, oltre alla sede storica nella centrale piazza Bellecour, l’Università può contare anche su un nuovo campus realizzato a due passi dalla stazione ferroviaria di Lione Perrache. “La nostra università – spiega il rettore MICHEL QUESNEL – intende unire l’apertura alla società alla sua forte impronta cristiana. La nostra identità cattolica, infatti, è una ricchezza: per noi la persona è un tutt’uno e va considerata nella sua globalità, e in una società sempre più complessa la nostra missione è quella di formare donne e uomini competenti e responsabili”.